Normativa di riferimento
Le seguenti indicazioni tecniche fanno riferimento a quanto previsto dai Regolamenti dell’Unione Europea che normano gli ambiti dell’agricoltura biologica inerenti alle produzioni vegetali: Reg. UE 848/2018 (relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici – obiettivi, principi e norme generali), il Reg. UE 1165/2021 (utilizzo di taluni prodotti e sostanze nella produzione biologica). Le disposizioni applicative si trovano nel DM 229771/2022 e vanno a completare il quadro normativo nazionale.
Per quanto riguarda i prodotti fitosanitari i principi elencati in Allegato I (Sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari autorizzati per l’uso nella produzione biologica) del Reg. UE 1165/2021 e successive modifiche ed integrazioni, devono rispettare almeno le condizioni di uso specificate nell'allegato del Reg. (UE) n. 540/2011 (Reg. UE 1107/2009). Condizioni più restrittive per l’uso nella produzione biologica sono specificate nella seconda colonna di ciascuna tabella.
Per quanto riguarda i concimi, ammendanti e nutrienti, l’elenco di matrici presenti in Allegato II del Reg. UE 1165/2021 e successive modifiche, viene integrato a livello nazionale dall’Allegato 13 (Elenco dei fertilizzanti idonei all’agricoltura biologica) del Dlgs. 75/2010 e successive modifiche.
Il MASAF mette a disposizione alcune Banche Dati sui prodotti commerciali impiegabili in agricoltura biologica consultabili liberamente sulla piattaforma SIAN ai seguenti link:
Vocazionalità
L’ambiente climatico
Nella scelta dell’area di coltivazione si consiglia di tener conto di alcuni parametri climatici i cui valori sono riportati in tab.1.
Tab. 1 – Valori consigliati per i parametri climatici nella coltivazione del pomodoro da industria biologico
Parametri climatici | Valori consigliati |
Temperatura media annua | Maggiore di 10° C |
Temperatura minima | Non deve scendere al di sotto di -2° C. Se la temperatura scende al di sotto di -2° C si arriva alla morte della pianta. A temperature vicine o inferiori a 0° C la pianta si trova in uno stato d’inerzia. |
Temperatura max. | Non deve superare i 35° C |
Temperatura in fase di germinazione (semina in vivaio) | Valore ottimale: 18-26° C |
Umidità | Evitare zone particolarmente umide che presentino ristagni idrici |
L’ambiente pedologico
Qualora l’azienda disponga di terreni con caratteristiche diverse, si consiglia di coltivare il pomodoro su quelli che rispondono ai parametri pedologici riportati in tab. 2. Sono da evitare ad ogni modo terreni che storicamente abbiano avuto problemi di ristagno, così come di inerbimento di difficile controllo.
Tab. 2 – Valori consigliati per i parametri pedologici nella coltivazione del pomodoro da industria biologico
Parametri pedologici | Valori consigliati |
Profondità utile |
Non inferiore a 40 - 50 cm, in funzione della tessitura del terreno |
Drenaggio | Buono |
Tessitura | Il pomodoro si adatta bene alla maggior parte dei terreni (dal torboso al sabbioso al medio impasto argilloso) |
pH | 6,5-8 |
Calcare totale e attivo | Inferiore al 10% |
Salinità | Inferiore a 4 mS/cm |
Infrastrutture ecologiche
L’azienda biologica deve poter contare sul massimo controllo naturale dei parassiti e sul massimo isolamento da possibili fonti di inquinamento. Per tale motivo va promossa all’interno dell’azienda la realizzazione di infrastrutture ecologiche o “aree di compensazione ecologica”, cioè siepi o fasce di vegetazione adiacenti al campo coltivato che forniscano ospiti alternativi e siti rifugio per predatori e parassitoidi di insetti dannosi, aumentando in tal modo l’abbondanza dei nemici naturali e la colonizzazione delle colture confinanti che vanno dall’impianto di siepi con essenze arbustive, alla gestione di buffer zone attorno ai campi coltivati, alla semina di strisciate di colture a perdere, alla gestione degli sfalci nei fossi se esistenti. Le infrastrutture ecologiche comprendono anche tutte le aree che sono protette mediante regolamenti delle autorità locali quali le aree di rifugio della fauna e flora, le aree di riequilibrio ecologico e le zone umide in pianura. Il ruolo delle infrastrutture ecologiche è fondamentale in quanto svolgono un ruolo di conservazione e mantenimento della biodiversità e rappresentano un volano ecologico. Rivestono un ruolo di protezione di specie rare in via d’estinzione e delle specie che beneficiano degli habitat non coltivati. Inoltre rivestono effetti contenitivi degli organismi dannosi alle colture. Inoltre le piante non coltivate hanno effetti positivi nei confronti degli insetti utili in quanto sono rifugio e luoghi di svernamento, fonte di cibo e fonte di ospiti e prede alternative.
A livello aziendale le infrastrutture ecologiche favoriscono i movimenti su piccola scala degli insetti utili, mentre su scala maggiore e all’interno di reti ecologiche complesse fungono da veri e propri corridoi ecologici per l’entomofauna. A volte le specie vegetali affini alle colture possono utilizzati per attrarre i fitofagi potenzialmente dannosi e sottrarli alle colture, attraverso l’impiego di piante trappole o sfalciando le piante erbacee nei momenti più opportuni. Se, qualche volta, la presenza di specie vegetali affini alle colture agrarie fa sì che le aree di compensazioni ecologica possano anche ospitare insetti ed altri organismi dannosi, gli equilibri biologici che in esse si instaurano evitano molto spesso che queste infrastrutture possono fungere da focolai di infestazione per le coltivazioni.
Di seguito alcuni consigli sulle tipologie di infrastrutture ecologiche che favoriscono la lotta biologica.
Tipologia | Descrizione |
Fasce erbose fiorite | Sono costituite da miscugli di piante annuali, biennali, perenni ai bordi della coltura orticola, sono importanti nella conservazione di fauna e flora e possono essere seminate a fianco della coltura. Le specie consigliate sono: Alisso-Coriandolo-Grano saraceno, Facelia in combinazione con leguminose (trifoglio, favino, erba medica). |
Siepi |
Sono costituite da piante arbustive e arboree. La siepe per essere tale deve essere formata di uno strato molto denso di cespugli bassi, di alcuni cespugli alti, di alberi e di una vegetazione erbacea alla base. Hanno un ruolo fondamentale perché incrementando la varietà biologica di un ambiente, impediscono che poche specie prendano il sopravvento sulle altre come avverrebbe naturalmente. Le siepi possono rappresentare un’area di rifugio e una “BIOFABBRICA” naturale di insetti ed acari utili, soprattutto se sufficientemente sviluppate e circondate da una fascia di rispetto laterale (larga almeno 1,5 m per ogni lato) mantenuta perennemente inerbita con specie erbacee spontanee. Gli alberi e arbusti e le erbacee spontanee, si popolano di numerosi insetti ausiliari (predatori e/o parassitoidi) che facilmente si trasferiscono sulle coltivazioni circostanti nutrendosi di fitofagi dannosi alle specie coltivate. Di seguito si riportano alcune delle specie arbustive consigliate in ambito territoriale riferito, per il ripristino di siepe boschetti in Emilia-Romagna: Prugnolo, Sanguinello, Ligustro, Sambuco, Lantano, Ginestra dei carbonari, Ginestra odorosa, Emero, Ginepro ecc. |
Buffer zones | Sono ambienti cuscinetto con funzione isolante (ad es. aree trattate chimicamente e non trattate). |
Piante trappola | Piante coltivate a fianco delle colture target avente funzione di attrarre il fitofago per sottrarlo alla coltura. |
Corridoi ecologici | Sono rappresentati da siepi e margini di campi gestiti secondo una prospettiva di connessione all'interno di una rete ecologica. |
Si consiglia di considerare un’area complessiva investita ad infrastrutture ecologiche pari al 10% della superficie aziendale. Allo stesso tempo deve essere incrementata per quanto possibile la biodiversità ampliando il numero di specie coltivate, ma soprattutto favorendo la permanenza di specie autoctone all’interno di spazi che non devono interferire con la gestione delle colture, ma che devono rappresentare un rifugio per i predatori e gli ausiliari.
In Emilia-Romagna è in vigore il divieto di messa a dimora di piante ornamentali del genere Crataegus (biancospino) diffuso soprattutto nel nostro ambiente, perché sono particolarmente sensibili al batterio Erwinia amylovora e possono costituire fonte di infezione e propagazione del colpo di fuoco batterico.
Avvicendamento colturale
Il DM n. 229771/2022 del 20 maggio 2022, apporta modifiche alle norme tecniche per la gestione delle rotazioni in agricoltura biologica. I principi generali ed i vincoli che riguardano la coltivazione del melone in biologico vengono così riassunti:
La fertilità del suolo e la prevenzione delle malattie è mantenuta mediante il succedersi nel tempo della coltivazione di specie vegetali differenti sullo stesso appezzamento.
In caso di colture seminative, orticole non specializzate e specializzate, sia in pieno campo che in ambiente protetto, la medesima specie è coltivata sulla stessa superficie solo dopo l'avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa, coltura da sovescio o maggese. Quest’ultimo con una permanenza sul terreno non inferiore a 6 mesi.
La coltura da sovescio è considerata coltura principale quando prevede la coltivazione di una leguminosa, in purezza o in miscuglio, che permane sul terreno fino alla fase fenologica di inizio fioritura prima di essere sovesciata, e comunque occorre garantire un periodo minimo di 90 giorni tra la semina della coltura da sovescio e la semina della coltura principale successiva.
Si consiglia di far precedere al pomodoro colture che lasciano una buona fertilità nel terreno. Le colture di cereali possono precedere il pomodoro a condizione che venga distribuita abbondante sostanza organica sulle stoppie per favorire la degradazione dei residui colturali. Nel caso che il frumento preceda il pomodoro si consiglia fra le due colture di intercalare un sovescio utilizzando specie leguminose o crucifere o miscugli. Si consiglia in ogni caso di considerare nella rotazione triennale l’inserimento di una coltura da sovescio.
In agricoltura biologica, aldilà dei vincoli legislativi, è necessario adottare una rotazione delle colture che consiste nel far seguire ad una determinata specie o varietà una specie diversa, preferibilmente appartenente ad una famiglia botanica diversa. Le motivazioni all’origine di questa scelta sono molteplici e risiedono nelle diverse funzioni della rotazione:
Riduzione delle infestanti: la successione di specie che richiedono lavorazioni dei terreni e lavorazioni sulle colture, in periodi diversi, o con tecniche diverse consente di eliminare infestanti sempre diverse riducendo la possibilità di produrre seme e quindi di essere presente nei cicli colturali successivi. Inoltre specie diverse competono con le erbe infestanti in maniera diversa nell’utilizzo della luce, dell’acqua e delle sostanze nutritive limitandone o soffocandone lo sviluppo.
Riduzione dei parassiti: ogni pianta coltivata è soggetta all’attacco di parassiti. Sospendendo per qualche anno la coltivazione di piante ospiti di parassiti specifici, questi ultimi, ridurrebbero drasticamente la loro presenza nel tempo.
Miglioramento della struttura del terreno: le piante sono caratterizzate da diversa tipologia dell’apparato radicale: fittonante nel caso di una grossa radice centrale (medica, barbabietola) oppure fascicolata quando la pianta ha un numero elevato di radici (graminacee in genere). È opportuno alternare specie con diverso apparato radicale o perlomeno far precedere a colture che richiedono un terreno soffice specie ad apparato radicale fittonante oppure a specie che vogliono un terreno più compatto colture a radice fascicolata.
Riduzione delle esigenze di fertilizzanti: alcune specie (leguminose) hanno la capacità di arricchire il terreno attraverso la fissazione dell’azoto atmosferico. L’inserimento di queste specie aiuta a ridurre le esigenze di apportare fertilizzanti dall’esterno. Allo stesso tempo la coltivazione di specie singole o in miscuglio, destinate all’interramento prima che abbiano completato il loro ciclo vegetativo (sovesci), aiuta ad apportare sostanza organica che aumenta la fertilità chimica, fisica e microbiologica del terreno.
È necessario ricordare che gestire adeguatamente la rotazione vuol dire anche avere ben chiara una programmazione colturale aziendale che non vuol dire, applicare schemi rigidi, bensì essere pronti a modificare all’ultimo minuto le scelte, senza perdere di vista gli obiettivi generali.
Sovescio
Il sovescio è una pratica molto importante per chi coltiva con metodo biologico e ancor di più per chi ha terreni in conversione. Con la diffusione sempre maggiore delle tecniche di agricoltura conservativa, assume un ruolo sempre più importante nella gestione della risorsa suolo.
Considerata una buona pratica agricola, il sovescio ha effetti positivi sulle caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche del terreno, e rappresenta una pratica imprescindibile in agricoltura biologica qualora l’azienda non disponga di allevamenti o non abbia la possibilità di distribuire ammendanti e matrici organiche in quantità elevate. La tecnica del sovescio consiste nell’interramento di colture erbacee appositamente seminate in purezza o in miscela fra loro.
A seconda delle specie utilizzate il sovescio può avere una o più funzioni:
Mantenere o incrementare la percentuale di sostanza organica nel terreno (miscuglio di graminacee e leguminose). L’incremento è molto lento nel tempo interrando solo biomasse provenienti da sovesci, pertanto per aumentare la quantità di sostanza organica occorrerebbe intervenire anche con apporto di letame, compost o altri fertilizzanti organici;
Apportare azoto alle colture in successione (prevalentemente leguminose);
Ridurre la presenza di parassiti nel terreno (prevalentemente crucifere con funzione biocida).
Il sovescio è consigliabile venga inserito nell’ambito della rotazione pluriennale aziendale nel rispetto del regolamento sull’agricoltura biologica così da prevederne sullo stesso terreno almeno un ciclo vegetativo ogni tre anni.
I sovesci con maggiore potenziale fertilizzante sono quelli a semina autunnale che prevedono l’impiego di specie leguminose associate a graminacee e a crucifere o miscugli commerciali composti da varie specie (anche 30 e oltre). È sempre preferibile il sovescio di più specie. Il loro interramento deve essere fatto in primavera nel periodo della fioritura a partire dal mese di aprile per consentire la produzione di una elevata quantità di biomassa. Questa tipologia di sovescio non si presta molto bene per colture di zucchino precoci sia in serra che in pieno campo, pertanto o questo sovescio viene inserito prima di altre colture nel ciclo rotazionale oppure occore modificare l'epoca di semina e/o utilizzare altre essenze. Ad esempio si possono utilizzare sovesci primaverili estivi con prevalenza di sorghi (Sudan bicolor o il Sudangrass) che con semina a giugno possono essere interrati a settembre oppure grano saraceno e facelia che sviluppano rapidamente con le alte temperature ma richiedono sempre un interramento a fine estate. Una ulteriore opportunità è data dalla semina a settembre di crucifere quali rafano americano o rafano biocida che sviluppano bene anche con temperature basse.
Il sovescio con finalità fertilizzanti può essere interrato immediatamente dopo lo sfalcio se si predilige la funzione di liberare azoto pronto per le colture da reddito che seguiranno oppure si possono lasciare alcuni giorni ad appassire così che perdano acqua liberando meno azoto pronto, ma stimolando più l’umificazione che la mineralizzazione.
Spesso se si hanno terreni stanchi con presenza di funghi patogeni o nematodi, è opportuno seminare una coltura da sovescio con caratteristiche biocide. Normalmente le crucifere sono considerate piante biocide per eccellenza in quanto contengono delle sostanze (glucosinolati) che nel processo di trianciatura e interramento in presenza di acqua e dell’enzima mirosinasi contenuto nelle foglie della stessa pianta subiscono un processo di idrolisi e si trasformano in isotiocianati tossici per i nematodi e vari parassiti fungini.
Studi condotti in vari paesi hanno dimostrato come vi siano interessanti esempi di piante biocide anche fra le asteracee (Tagetes spp., Artemisia annua e Taraxacum officinale) fra le leguminose (Crotalaria juncea o canapa marrone) e anche fra le graminacee (Sudangrass e Sudan bicolor). Le colture biocide devono essere interrate immediatamente dopo lo sfalcio per avere maggiore azione di gassificazione nei confronti dei parassiti.
I sovesci di leguminose o con prevalenza di specie leguminose se seminate nell’autunno e interrate in primavera possono apportare una quantità di azoto attorno a 150-200 kg/ha di cui circa il 70-80 % fissato dai batteri nei tubercoli radicali. Di questa quantità oltre i 2/3 sono disponibili per la coltura in successione.
Le crucifere e le graminacee apportano anch’esse quantità discrete di azoto 70-100 kg/ha ma è azoto sottratto al terreno che evita di essere perso per lisciviazione ma non porta ad un reale arricchimento perché la coltura restituisce all’atto dell’interramento quanto ha assorbito durante la coltivazione.
A volte i sovesci o le colture di copertura non sono considerati come colture di valore, in quanto non generano un profitto diretto e il loro effetto non è immediatamente visibile. Ma per generare un effetto positivo sulla salute del suolo, l’impianto e lo sviluppo della coltura devono essere soddisfacenti. Pertanto è necessario:
- usare seme sano con un alto tasso di germinazione;
- fare una buona preparazione del terreno;
- seminare in condizioni favorevoli, con sufficienti sostanze nutrienti;
- se necessario prevedere l‘irrigazione.
Di seguito si riportano alcuni possibili sovesci per periodo.
Autunno-Vernino
Tipologia di miscuglio | Quantità di seme (kg/ha) | Periodo di semina | Nota per la scelta |
Favino | 170 | Ottobre-Novembre Primavera fino a Marzo | Lascia nel terreno alti quantitativi di azoto disponibili rapidamente per la coltura successiva. |
Rafano americano (Raphanus sativus) | 15 | Da primavera fino a fine estate (metà settembre massimo) | Ottimo per trattenere l’azoto lasciato dalla coltura precedente, produce fittoni molto voluminosi, è valido per terreni molto compatti da arieggiare. Ciclo breve di 60 gg. |
Miscuglio Favino-Veccia-Orzo |
70-15-90 | Ottobre-Novembre | Miscuglio equilibrato per apportare elementi nutrizionali e sostanza organica. È quello che apporta il maggior quantitativo di elementi nutrivi e sostanza secca |
Miscuglio Favino-Veccia-Triticale |
45-10-140 | Ottobre-Novembre | Miscuglio equilibrato per apportare elementi nutrizionali e sostanza organica. Assieme al miscuglio precedente risulta essere tra quelli che apportano più macroelementi. |
Rafano biocida (Rafanus sativus oleiformis) |
30 | Autunnale o Primaverile (a seconda della varietà) | Ottimo per trattenere l’azoto lasciato dalla coltura precedente e per renderlo disponibile a primavera per la coltura successiva. Attenzione a non seminare una specie sensibile al freddo in autunno. Per ottenere l’effetto nematocida è necessario interrarlo entro pochi minuti dalla trinciatura. |
Primaverile - Estivo
Tipologia di miscuglio | Quantità di seme (kg/ha) | Periodo di semina | Nota per la scelta |
Sorgo ibrido | 35-40 | Da Aprile a Fine Luglio/primi giorni di Agosto | Utile per apportare grandi quantità di sostanza organica. In serra è bene irrigare la paglia post trinciatura addizionando azoto per favorire la degradazione dei residui colturali. I sorghi ibridi raggiungono altezze di 3-4 metri, discreta la capacità di ricaccio. |
Sorgo sudanese (polisfalcio) | 40 | Da Aprile a Fine Luglio/primi giorni di Agosto | Utile per apportare buone quantità di sostanza organica. In serra è bene irrigare la paglia post trinciatura addizionando azoto per favorire la degradazione dei residui colturali. I sorghi polisfalcio si prestano a sovesci che restano a lungo nel terreno e hanno un eccezionali capacità di ricaccio (anche 5 tagli per semine di aprile). |
Sorgo sudanese (polisfalcio)+Vigna cinese | 28-9 | Da Aprile a metà Luglio | Utile per apportare buone quantità di sostanza organica addizionata ad una leguminosa che apporta azoto. |
Gestione del terreno
Le lavorazioni
Per la lavorazione del terreno si consiglia di effettuare una ripuntatura, seguita da un’aratura leggera a 30 cm di profondità, da effettuarsi nell’estate-autunno precedente l’impianto.
Per trapianti precoci si consiglia inoltre, una lavorazione superficiale in autunno, a cui far seguire un passaggio di macchine che smuovano il terreno solo in superficie per eliminare la presenza di malerbe prima del trapianto. Nei trapianti tardivi può verificarsi l’esigenza di un doppio passaggio per la preparazione del terreno e l’eliminazione delle malerbe prima del trapianto. Tali lavorazioni superficiali per garantire l’amminutamento del terreno, devono essere effettuate con qualche giorno di anticipo onde evitare che il terreno perda umidità e si presenti troppo asciutto negli strati superficiali quando si deve trapiantare.
Si consiglia di curare con attenzione il livellamento superficiale del terreno ad evitare possibili ristagni, tale operazione facilita l’impiego di macchine per il controllo delle malerbe e per la raccolta meccanica.
Scelta varietale
La scelta varietale gioca un ruolo importante sia per gli aspetti produttivi che per la difesa dalle malattie. Sono raccomandate varietà rustiche, tolleranti a peronospora e resistenti ai nematodi (indispensabili nei terreni sabbiosi).
La scelta varietale deve tener conto del calendario di trasformazione previsto dall’industria al fine di poter raccogliere quando le linee di trasformazione siano operative. In caso contrario si rischia di consegnare pomodoro biologico, trasformato e pagato come integrato.
Premesso che la scelta varietale e l’epoca di trapianto va concordata con il servizio tecnico dell’industria di trasformazione, si riportano di seguito le varietà oggi maggiormente utilizzate.
Varietà a frutto tondo
Ciclo medio-precoce
Varietà | Caratteristiche |
H 1301 (Heinz)
|
Varietà di ciclo precoce. Grazie alla versatilità può essere posizionata in più epoche, compresa quella tardiva. Pianta sana in tutte le condizioni, ben coprente, dotata di grande forza e capace di una allegagione fenomenale. Frutti di forma ovale allungata, di buon colore e consistenza. Elevato °Brix e buona produttività è indicata per tutti i tipi di lavorazione. Ottimo anche per la coltivazione biologica. Resistente (IR) Alternaria solani e Xanthomonas. Multiseason. |
UG 11227 (Unigen Seeds) |
Ibrido a ciclo precoce. Pianta ad altissimo potenziale produttivo. Dotata di buon vigore, ben coprente, dall’ottimo aspetto sanitario grazie alla resistenza intermedia a Phytophthora Infestans (peronospora). Frutti tondeggianti, di buona pezzatura (60-70 g). Brix e colore sempre elevati. Consigliato anche per trapianti medi e tardivi grazie al pacchetto di resistenze di cui è dotato. Ottimo anche per coltivazione biologica. HR*: VaVd/Fol 0-1 IR*:MaMiMj/Pi. |
H 1281 (Heinz) |
Ibrido con resistenza (IR) alla Peronospora e Xanthomonas. Pianta molto ben strutturata, coprente, con un ciclo di maturazione medio-precoce. Frutti squadrati-ovali, grossi, consistenti, di ottimo colore interno ed esterno, uniformi su tutti i palchi. Buon grado Brix ed eccellente produttività. Leader nei precoci per le coltivazioni biologiche. Resistente (IR) Peronospora e Xanthomonas. |
H 1766 (Heinz) |
Ibrido adatto a trapianti medio-precoci. La pianta è vigorosa, coprente e sana grazie alle sue innumerevoli resistenze genetiche. Il frutto è di ottima qualità, con buona tenuta alla sovrammaturazione. Resistenza (IR) Phytophthora infestans e Alternaria solani. Elevatissimo grado Brix. Ottimo anche per coltivazione biologica. Resistente (IR) Peronospora, Alternaria solani, Xanthomonas e TSWV. |
Cartizze (Tera Seeds) |
Varietà resistente alla Peronospora con ciclo di maturazione medio-precoce. Le bacche sono di buona pezzatura e si distinguono per la colorazione attraente e l’elevato °brix. È la pianta ideale per le coltivazioni biologiche. HR Va.0, Vd.0 / Fol.0-1 / Pst IR Pi
|
Ciclo medio-tardivo
Varietà | Caratteristiche |
UG 11239 (Unigen Seeds) |
Ibrido a ciclo medio. Pianta di buon vigore e ben coprente. Presenta eccellente versatilità per cui può essere posizionata in diverse epoche di trapianto, compreso quella tardiva. Molto sana anche in condizioni ambientali difficili grazie alla sua resistenza (IR) a Peronospora (Phytophthora Infestans). Frutti tondo-ovali, consistenti, di ottimo colore interno ed esterno. Peso medio 65-75 g. Ottima tenuta alla sovramaturazione. Elevato grado Brix. Uno degli ibridi più affidabili per versatilità, sanità della pianta e produttività. Anche per coltivazioni biologiche. HR*: VaVd/Fol 0-1 IR*:MaMiMj/Pi. |
Milbech (Tera Seeds) |
Pianta medio-vigorosa e resistente alla peronospora con ciclo medio-tardivo. Ottima tenuta alla sovramaturazione. HR Va.0, Vd.0 / Fol.0-1 / Pst, IR Ma, Mi, Mj / Pi
|
Varietà a frutto allungato
Varietà | Caratteristiche |
H 2127 (Heinz) |
Nuovo ibrido di elevato vigore a maturazione medio-precoce. La pianta è vigorosa, sana, con ottima copertura dei frutti. I frutti sono allungati, consistenti di buona pezzatura e intensa colorazione rossa. Eccellente produttività. Resistente (IR), peronospora, Alternaria solani, Xanthomonas e TSWV. |
H 2128 (Heinz) |
Ciclo medio di classe H1538 di cui mantiene le resistenze genetiche tra cui Peronospora (IR) e Tswv (HR). Frutti di colore rosso vivo e pezzatura medio-grande. Pianta vigorosa e sana con ottima copertura dei frutti. Buono il pacchetto delle resistenze. Ideale per convensione e/o biologico. Resistente (IR), Peronospora, Xanthomonas E TSWV. |
Sementi e materiali di moltiplicazione vegetativa
In agricoltura biologica si possono utilizzare solamente sementi e materiale di moltiplicazione certificati provenienti da agricoltura biologica. Considerata l’insufficiente disponibilità da parte del mercato di tale materiale per talune varietà, qualora non sia possibile reperire semente o materiale di moltiplicazione biologico è consentito utilizzare materiale non biologico proveniente da agricoltura convenzionale richiedendo la deroga secondo apposita procedura
Conformemente alla procedura è autorizzata l’utilizzazione di sementi o materiale di moltiplicazione vegetativo non biologico, purché tali sementi o materiale di moltiplicazione vegetativo rispettino i seguenti vincoli:
- non siano trattati, nel caso delle sementi, con prodotti fitosanitari diversi da quelli ammessi nell’allegato I del Reg. UE 1165/2021, a meno che non sia prescritto, per motivi fitosanitari, un trattamento chimico a norma della direttiva 2000/29/CE del Consiglio per tutte le varietà di una determinata specie nella zona in cui saranno utilizzati;
- siano ottenuti senza l’uso di organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivati da tali organismi;
- soddisfino i requisiti generali per la loro commercializzazione.
Banca Dati Sementi Biologiche
La Banca Dati Sementi Biologiche è lo strumento informatico messa a disposizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali attraverso il quale l'operatore biologico può controllare la disponibilità di semente biologiche da parte dei diversi fornitori presenti, effettuare richiesta di interesse verso materiali biologici o in assenza degli stessi effettuare richiesta di deroga.
Le specie o alcune categorie commerciali di una specie di sementi e di materiale di moltiplicazione vegetativa ottenute con il metodo di produzione biologico, sono distinte all’interno della BDSB in tre liste di appartenenza:
a) lista rossa: elenca le specie o le categorie commerciali di una specie disponibili in quantità sufficiente sul mercato nazionale come biologiche/in conversione, per le quali NON è concessa deroga, salvo i casi in cui sia stato effettuato Ordine nell’anno precedente secondo le indicazioni del Ministero (erba medica e trifoglio alessandrino, frumento duro, frumento tenero, orzo, avena comune e bizantina, farro dicocco e farro monococco);
b) lista verde: elenca le specie o le categorie commerciali di una specie non disponibili come biologiche/in conversione sul mercato nazionale e per le quali è concessa annualmente una deroga generale;
c) lista gialla: contenente l’elenco di tutte le varietà delle specie non ricomprese nella lista rossa o verde, per le quali è necessario, tramite la BDSB con accesso in area riservata, effettuare una verifica di disponibilità commerciale ed in presenza di disponibilità sarà necessario effettuare preventivamente una richiesta di interesse verso tutte le aziende fornitrici. Solo dopo aver ricevuto una risposta da tutte le aziende fornitrici o, in alternativa, dopo che siano trascorsi i termini previsti del decreto per la possibile risposta ad una richiesta di interesse (5 giorni lavorativi), sarà possibile richiedere il rilascio della deroga in BDSB.
Le funzionalità della BDSB sono presenti all'interno dei servizi del SIAN accedendo con credenziali utente accreditato. È possibile altresì una pagina di consultazione pubblica del materiale biologico disponibile.
Scelta della tecnica d'impianto
Nella coltivazione del pomodoro da industria biologico l’unica tecnica consigliata è il trapianto che consente una migliore gestione delle piante spontanee e delle erbe infestanti.
Il trapianto
Il trapianto, oltre ai vantaggi sulla gestione delle infestanti, permette di migliorare la contemporaneità di maturazione e di ottenere una pianificazione più elastica della coltura. L’epoca consigliata per il trapianto è normalmente compresa tra metà aprile e fine maggio. Nella tab. 3 sono indicate le distanze d’impianto. La dove possibile, sia per dotazioni aziendali che per estensioni, si consiglia di effettuare il trapianto meccanizzato avvalendosi dell’ausilio di un supporto satellitare che renda le file uniformemente distanziate. Questo tipo di scelta avvantaggia notevolmente le fasi successive di gestione meccanica delle infestanti.
Le piantine biologiche dovranno provenire da vivai certificati biologici, ove vengano impiegati solo prodotti per la nutrizione e prodotti fitosanitari ammessi dai regolamenti sul settore biologico. Convenzionalmente si considera a garanzia di una produzione biologica un alveolato che non superi i 228 fori (piantine).
Distanze di impianto: nel caso si adotti irrigazione a manichetta con fila binata si raccomanda di non scendere al di sotto dei 45 cm fra le file, limite funzionale anche al passaggio dei mezzi per il controllo delle infestanti.
Distanze d'impianto |
Densità d'impianto (piante/ha) |
|
Fila singola (cm) | Fila binata (cm) | |
Sulla fila: 20 | Sulla fila: 38-40 | 33.000-35.000 |
Tra le file: 140-150 |
Tra le fila della bina: 45-60 Interbina: 150-160 |
Fertilizzazione
La fertilità del suolo deve essere funzionale agli obiettivi produttivi e predisposta di conseguenza.
Premesso questo, occorre, previa analisi dei suoli, predisporre un piano di gestione della fertilità del suolo utilizzando come base Fert RER. L’obiettivo è quello di creare le condizioni agronomiche funzionali alla disponibilità degli elementi nutritivi assimilabili, tenendo conto delle dinamiche che ne influenzano la disponibilità in funzione delle matrici organiche utilizzate e delle colture intercalari e dei sovesci previsti a tale scopo. Il piano di gestione della fertilità deve necessariamente tener conto della precessione colturale per valutare la fertilità residua e della fertilità naturale del terreno evidenziata dalle analisi.
A titolo di supporto per impostare un piano di fertilizzazione si riportano in tabella 5 i valori di asportazione per il pomodoro da industria.
Tab. 5 - Valori di asportazione per il pomodoro da industria.
Elemento | Valori di asportazione (kg/1 t di prodotto t.q.) |
N | 2,5 |
P2O5 | 1,0 |
K2O |
4,0 |
Assorbimento teorico medio (kg/ha) degli elementi nutritivi principali in funzione della produzione presunta di frutti tal quale (t/ha).
Elementi nutritivi | Produzione (t/ha ) |
|||||
40 | 50 | 60 | 70 | 80 | 90 | |
N | 100 | 125 | 150 | 175 | 200 | 225 |
P2O5 | 40 | 50 | 60 | 70 | 80 | 90 |
K2O |
160 | 200 | 240 | 280 | 320 | 360 |
La coltivazione biologica deve utilizzare prevalentemente concimi organici che contengano i tre principali elementi della fertilità: azoto, fosforo e potassio oltre ad una serie di altri meso e micro elementi.
Detto ciò, l’esigenza di apportare azoto determina la quantità di concimi organici che è necessario distribuire; le quantità di fosforo e di potassio sono conseguenti alle quantità distribuite per apportare azoto. Solo nel caso si debbano apportare quantità di fosforo e di potassio aggiuntive, queste possono essere distribuite attraverso fertilizzanti fosfatici e potassici di origine naturale.
Il calcolo delle esigenze è buona regola che sia basato sull’esecuzione di un bilancio che considera diverse voci fra cui la dotazione del terreno evidenziata tramite analisi, la precessione colturale ed eventuali residui della stessa, l’impiego di sovesci/ cover crops e le presumibili asportazioni legate ai livelli produttivi.
In alternativa all’esecuzione del bilancio si possono distribuire i fertilizzanti nelle quantità predefinite sulla base della dotazione del terreno e di alcune variabili come indicato nelle seguenti tabelle riferite rispettivamente alla concimazione azotata e fosfo-potassica per produzioni medie.
Apporti azoto
Decrementi |
(produzione media 60-80 t/ha) Dose standard N |
Incrementi |
- 20 kg: se si prevedono produzioni inferiori 60 t/ha; |
130 kg/ha |
+ 20 kg: se si prevedono produzioni superiori a 80 t/ha; |
Apporti fosforo
Decrementi |
(produzione media 60-80 t/ha) Dose standard P2O5 |
Incrementi |
- 20 kg: se si prevedono produzioni inferiori a 60 t/ha; |
120 kg/ha (in caso di terreni con dotazione normale) 180 kg/ha: (in caso di terreni con dotazione scarsa) 60 kg/ha: (in caso di terreni con dotazione elevata) |
+ 20 kg: se si prevedono produzioni superiori a 80 t/ha; |
Apporti potassio
Decrementi |
(produzione media 60-80 t/ha) Dose standard K2O |
Incrementi |
- 40 Kg: se si prevedono produzioni inferiori a 60 t/ha; |
200 kg/ha (in caso di terreni dotazione normale) 120 kg/ha (in caso di terreni con dotazione scarsa) 250 kg/ha: (in caso di terreni con dotazione elevata.) |
+ 40 Kg: se si prevedono produzioni superiori a 80 t/ha. |
Si consiglia di preferire l’interramento dei residui delle coltivazioni di graminacee rispetto all’asportazione. Si consiglia la distribuzione di ammendanti al terreno al momento della aratura o della lavorazione più profonda. Concimi organici commerciali possono essere distribuiti anche in occasione della preparazione del letto di semina a condizione che si conoscano i tempi di rilascio dell’azoto. Infine una quota di concimi organici deve essere distribuita dopo il trapianto per garantire l’apporto di nutrienti durante tutto il ciclo. In questo caso è preferibile l’apporto tramite fertirrigazione.
Le matrici organiche utilizzabili previste dall’allegato I del Reg. UE 889/08 sono quelle contenute nella Tabella 1 dell’allegato 13 del decreto legislativo n° 75 del 29 Aprile 2010 e aggiornamenti successivi. Prima di distribuirle occorre conoscere il contenuto in azoto, fosforo e potassio e possibilmente anche il contenuto di altri macro e microelementi.
Una linea di concimazione utilizzata da aziende che non dispongono di ammendanti è quella di distribuire 0.6-0.7 t/ha di concime organico commerciale con titolo 10-12% di Azoto prima del trapianto a cui far seguire interventi fertirrigui con concimi organici liquidi o solubili in acqua per apportare complessivamente almeno le 100 unità di azoto /ha.
Irrigazione
L’irrigazione è fondamentale per garantire il regolare sviluppo della coltura. I volumi massimi per intervento dipendono dalla tessitura del terreno. Per prevenire il rischio di malattie è consigliabile effettuare l’irrigazione con manichetta che può assolvere anche alla funzione di distribuire il concime durante il ciclo colturale. Poiché la manichetta crea ostacolo alle operazioni di sarchiatura si consiglia un primo intervento irriguo con rotolone e il successivo posizionamento della manichetta dopo il primo intervento di sarchiatura all’interno della bina. L’utilizzo del rotolone può rivelarsi utile per contenere gli attacchi di ragnetto rosso nei casi di forte attacco, altrimenti l’irrigazione a pioggia è da evitare. Qualunque sia la tipologia di irrigazione utilizzata è bene associare agli interventi irrigui una quota dei concimi organici così da mantenere la coltura sempre adeguatamente nutrita.
Irrinet/Irriframe
Irrinet/Irriframe è il servizio irrigazione realizzato dal CER, a disposizione di tutte le aziende agricole dell'Emilia Romagna. È un servizio gratuito che fornisce consigli irrigui sul momento di intervento e sui volumi da impiegare per ottenere un prodotto di qualità risparmiando risorse idriche. Si basa sul metodo del Bilancio Idrico che viene calcolato ogni giorno con:
- i dati meteorologici forniti in tempo reale dall'Arpa-Simc (Servizio IdroMeteoClima);
- i dati pedologici forniti dal Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della RER;
- i dati di falda della rete di rilievo del Servizio Sviluppo Sistema Agroalimentare della RER elaborati da Iter.
Gestione del suolo e controllo delle infestanti
Non essendo ammesso in biologico l'utilizzo di qualsiasi tipo di prodotto chimico di sintesi e non essendo incluso in Allegato I nessun principio fitosanitario con azione dichiaratamente diserbante, il controllo delle erbe infestanti su pomodoro biologico si basa sulla messa in atto delle buone pratiche agronomiche che direttamente o indirettamente esplicano una attività di contenimento delle infestanti e sull’insieme di interventi meccanici e fisici diretti all’eliminazione delle erbe spontanee.
- rotazione agronomica;
- preparazione anticipata del letto di semina (falsa semina);
- trapianto-semina in monofila (in assenza di pacciamatura)
- sovescio;
- anticipo o ritardo nell'epoca di semina/trapianto;
- pacciamatura;
- pulizia dei fossi e delle capezzagne;
- impiego di sostanza organica matura (ammendati);
- lavorazioni meccaniche;
- pirodiserbo;
- solarizzazione.
Gestione meccanica delle infestanti
Il ciclo piuttosto lungo e la ridotta concorrenza, almeno all’inizio, nei confronti delle infestanti, impongono l’impiego di attrezzature meccaniche fino al momento in cui la vegetazione diviene troppo sviluppata per consentire il passaggio delle macchine. La gestione delle infestanti inizia in fase di pre-trapianto dove viene consigliato l’impiego di erpici o rompicrosta per eliminare le malerbe presenti. La gestione delle infestanti prosegue poi nelle fasi successive utilizzando attrezzature diverse in funzione della tessitura del terreno. Le più utilizzate sono quelle che associano più organi meccanici, per permettere il controllo delle infestanti nell’interfila con semplici sarchiatori e il controllo sulla fila a mezzo di dita o organi rotanti che possono essere in gomma nei terreni più sciolti e metallici nei terreni più compatti.
Pacciamatura
È una tecnica colturale che ha come finalità principale il controllo/contenimento dello sviluppo delle erbe infestanti, nello stesso tempo, come verrà descritto più avanti può considerarsi una tecnica di gestione del suolo. Consiste nell'effettuare una copertura parziale lungo la fila, di larghezza variabile a seconda della specie e densità d’impianto (fila semplice, fila doppia ecc), o totale, per un determinato periodo, con materiali naturali, biodegradabili o sintetici in grado di impedire lo sviluppo delle infestanti, grazie alle aperture/fori di diversa area praticate, permette alla coltura di emergere e compiere il proprio ciclo produttivo.
I vantaggi derivanti dalla pacciamatura sono:
- forte riduzione delle operazioni di sarchiatura (limitata alle interfile);
- mantenimento della struttura del suolo , in quanto si evita/limita la formazione di croste superficiali, il compattamenti e la formazione di crepe/fessurazioni più o meno profonde;
- controllo diretto delle infestanti attraverso: riduzione/sospensione del processo di fotosintesi clorofilliana da parte delle infestanti nel caso di utilizzo di film scuro (buio); incremento della temperatura nell’ambiente circoscritto tra il film e il terreno che può causare la “lessatura” delle foglie e quindi la morte dell’infestante nel caso si utilizzi film trasparente;
- maggiore efficacia dell’irrigazione/fertirrigazione, tramite manichetta posta sotto il materiale pacciamante. In questa maniera eliminando l’irrigazione per aspersione sia in coltura protetta che in pieno campo in periodi di scarse precipitazioni, si evita lo sviluppo delle infestanti nelle interfile;
- impatto sul microclima al disotto del film pacciamante, nelle colture protette precoci la pacciamatura determina il riscaldamento del terreno, il calore immagazzinato viene rilasciato durante la notte, evitando così il congelamento delle radici delle piante;
- salvaguardia dei frutti dall’attacco dei patogeni (marciumi ecc), si evita che tocchino terra a contatto con acqua e/o terreno; sempre per lo stesso motivo si ha una maggior pulizia dei prodotti che non vengono imbrattati da schizzi di terra e acqua nel caso piova o si irrighi soprachioma;
- incremento della temperatura del suolo: per effetto serra utilizzando film in polietilene trasparente; per assorbimento da parte del film dell’energia dei raggi solari che sottoforma di calore viene ceduta al terreno (conduzione e/o convezione) utilizzando film più o meno scuri;
- riduzione del processo di evaporazione, con conseguente effetto di preservazione delle risorse idriche disponibili per la coltura (risparmio idrico) e riduzione dell’evaporazione di azoto ammoniacale;
- crea un ambiente migliore per lo sviluppo delle colture con minor insorgenza di malattie fungine per la separazione fisica tra terreno e parte aerea della pianta, ed un effetto di respingimento nei confronti di taluni insetti in funzione del colore esterno del film utilizzato;
- favorisce una migliore gestione agronomica della coltura.
Operazioni pre-pacciamatura:
- lavorazione del terreno,
- eliminazione delle infestanti (ad es tecnica della falsa semina),
- concimazione di fondo,
- posizionamento della manichetta per irrigazione/fertirrigazione,
- stesura del materiale pacciamante.
Materiali
Si possono utilizzare film di origine plastica come polietilene, polietilene additivato, o di origine biologica come i derivati della cellulosa, amido di mais o diverse combinazioni tra i due. Nel caso di utilizzo di film plastico a fine ciclo o dopo più cicli è necessario recuperare il materiale con conseguente aggravio dei costi di manodopera e di smaltimento; nel caso di film biodegradabili è possibile evitare la raccolta affidandosi alla capacità di degradazione dei medesimi. La velocità di degradazione varia in funzione del materiale utilizzato (i derivati del mais degradano più velocemente rispetto ai derivati della cellulosa) ed in base alla fertilità del suolo e della sua carica microbica. Un buon materiale deve possedere adeguate caratteristiche meccaniche, rimanere pressoché integro fino al termine del suo utilizzo e successivamente degradarsi velocemente. Per questi motivi, attualmente come materiale biodegradabile e compostabile (bioplastica) viene utilizzato prevalentemente film ottenuto dalla lavorazione dell’amido di mais, che pur essendo più costoso in fase di acquisto risulta avere migliori proprietà di biodegradabilità rispetto i film derivati dalla cellulosa, una buona durata in funzione dei cicli produttivi (si agisce sullo spessore del film, più è spesso e maggiore è la sua durata in campo) e buone caratteristiche fisico meccaniche.
Gestione dei parassiti e delle malattie delle piante
Misure preventive
In coltivazione biologica il ricorso alle sostanze attive avviene solo nei casi in cui le misure previste all'articolo 12 del Reg (UE) n. 848/2018 non consentano di proteggere adeguatamente la coltura da parassiti e malattie. Il piano di rotazione, di gestione del terreno e l’infrastrutturazione ecologica dell’azienda e degli appezzamenti coltivati deve tenere conto anche della necessità di evitare pressione eccessiva dei parassiti e dei patogeni.
La difesa diretta dalle patologie fungine, in agricoltura biologica, prevede l’impiego di prodotti che esercitano un’azione di copertura, impedendo l’insediarsi del patogeno al momento del suo arrivo sulla superfice fogliare, per esplicare il loro effetto devono quindi essere presenti sulla pianta prima che si verifichino le condizioni predisponenti la malattia.
Le sostanze attive ed i corroboranti con funzione di induttori di resistenza (chitosano) o di colonizzatori dell’ambiente (microorganismi) devono essere utilizzati con congruo anticipo per permettere alle piante di attivare le loro difese immunitarie o per permettere ai microorganismi di colonizzare la superfice dei vegetali.
La difesa diretta dai parassiti animali quali insetti ed acari prevede l’impiego di formulati commerciali che non sono dotati di lunga persistenza né di proprietà sistemiche (penetrazione nel sistema linfatico della pianta), per sfruttarne al meglio l’efficacia è quindi necessario che i prodotti di contatto colpiscano il bersaglio, mentre i prodotti che agiscono per ingestione devono essere distribuiti alla prima comparsa delle forme giovanili dell’insetto.
Le modalità di impiego dei prodotti fitosanitari
É ammesso l'uso delle sole sostanze attive autorizzate in agricoltura biologica ed elencate in Allegato I Reg. UE 1165/2021 e successive modifiche, purché nel rispetto delle condizioni di uso specificate nell'allegato del Reg. UE n. 540/2011 (Reg. UE 1107/09). Per l’indicazione in relazione alla tipologia di avversità si rimanda alla Difesa fitosanitaria.
Uso del rame in agricoltura biologica
Sono ammessi composti del rame sotto forma di idrossido di rame, ossicloruro di rame, ossido di rame, poltiglia bordolese e solfato di rame tribasico.
La recente revisione europea del rame (Reg. UE 1981/18) ha modificato i massimali ammessi secondo quanto segue: sono autorizzati esclusivamente gli impieghi che comportano un'applicazione totale non superiore a 28 kg di rame per ettaro nell'arco di 7 anni.
La modalità di distribuzione dei prodotti fitosanitari
Le attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari devono essere oggetto di periodiche manutenzioni e devono essere tarate dagli appositi centri, come previsto dal PAN, a partire dal 1° Gennaio 2021 la cadenza di controllo funzionale e regolazione strumentale delle irroratrici debba essere effettuata ogni tre anni. Nel caso di aziende miste è opportuno prevedere attrezzature dedicate alla coltivazione biologica, in alternativa è necessario pulire le attrezzature se utilizzate in precedenza con sostanze attive non ammesse in biologico e adottare procedure idonee a verificare l’efficacia di tale pulizia.
Controllo funzionale e regolazione delle irroratrici.
Il controllo e la regolazione delle irroratrici devono essere eseguiti presso i Centri autorizzati dalla Regione ai sensi della Deliberazione della Giunta Regionale n.1862/2016.
Le aziende agricole in produzione biologica che applicano la Misura 11 del PSR 2014-20 e la Misura 214 – Azione 2 del PSR 2007-13, devono sottoporre le attrezzature aziendali per la distribuzione dei fitofarmaci, al controllo funzionale ed alla regolazione strumentale volontaria (“regolazione strumentale”), come definito dalla Delibera della Giunta Regionale n.1862/2016.
Per le aziende che aderiscono allo SRA29 a partire dal 1/1/2023 l’obbligo della regolazione delle irroratrici non è più in vigore; nonostante questa indicazione la regolazione delle irroratrici è fortemente consigliata. L’obbligo della regolazione permane per le aziende aderenti alla SRA19 – Azione 1.
Nota: sulla base di disposizioni assunte a livello regionale, si segnala che il collaudo dell’irroratrice dopo scadenza dell’attestato di conformità può essere rimandato a condizione che le previste operazioni di controllo funzionale e regolazione strumentale risultino attuate prima di qualsiasi trattamento eseguito successivamente alla scadenza dell’attestato stesso.
Ne deriva che nessun trattamento fitosanitario può essere eseguito con attestato di conformità scaduto.
Centri autorizzati dalla Regione ai sensi della Delibera della Giunta Regionale n.1862/2016.
Avversità e difesa fitosanitaria
Si rimanda alla sezione Difesa – SCHEDA PER LA DIFESA FITOSANITARIA DEL POMODORO DA INDUSTRIA
Raccolta
Modalità
Il pomodoro da industria si raccoglie a macchina, in un unico intervento, utilizzando macchine semoventi. La selezione del prodotto deve avvenire in campo, in fase di raccolta, eliminando il prodotto assolato, verde, spaccato, marcio e l’eventuale materiale inerte. Il mezzo di raccolta, inoltre, deve presentare la massima semplificazione di tutte le operazioni di manutenzione e pulizia.
Epoca
Il periodo di raccolta, dipende dalla maturazione del prodotto e la programmazione per poter essere trasformato su linee temporaneamente dedicate deve essere effettuata tenendo conto delle esigenze delle industrie di trasformazione. Il pomodoro va raccolto al giusto stadio di maturazione, caratterizzato dall’uniforme colore rosso vivo della buccia, assicurandosi che la raccolta avvenga prima di riscontrare non più del 10% di prodotto marcio in campo. Sarebbe opportuno che, soprattutto nei periodi più caldi, si evitasse di raccogliere il pomodoro nelle ore di maggiore insolazione (dalle 12 alle 18).
Movimentazione e trasporto
Pomodoro da industria
Terminate le operazioni di raccolta e cernita, occorre assicurare una corretta movimentazione e trasporto del prodotto al fine di contenere possibili danneggiamenti.
Occorre ridurre al minimo indispensabile i travasi. Lo scarico del prodotto, nei cassoni o nei rimorchi, è preferibile venga effettuato in campo e deve prevedere il ricorso ad appositi accorgimenti (altezza di scarico inferiore ai 100 cm, l’impiego di mezzi di convogliamento dei frutti che riducano al minimo la possibilità di urto e di spaccature o ammaccature interne), atti a impedire il deprezzamento qualitativo del prodotto, che deve giungere allo stabilimento industriale in perfetto stato, con soste minime (sia nei tradizionali punti di raccolta, sia nei piazzali delle industrie). Le soste minime e i tempi ridotti di trasporto si giustificano dal fatto che è indispensabile evitare lo sviluppo di microrganismi fungini che si riflette negativamente sulla qualità del prodotto trasformato.
Tra la raccolta e la consegna finale del prodotto all’industria si raccomanda di non fare trascorrere un tempo superiore a 12 ore.
Scheda per la difesa fitosanitaria
Misure preventive
- evitare la coltura in successione ad erba medica per almeno 2 anni;
- con infestazioni in atto, effettuare lavorazioni superficiali nell'interfila per modificare le condizioni igrometriche e per favorire l'approfondimento delle larve nel terreno.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Beauveria bassiana
Misure preventive
- impiego di cultivar resistenti (Nemador, Trajan).
Principi fitosanitari e sostanze di base
Paecilomyces lilacinus
Estratti di aglio
Geraniolo+Timolo
Azadiractina
Note
Presenti nei terreni prevalentemente sabbiosi.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Sali potassici di acidi grassi
Olio minerale
Maltodestrina
Zolfo
Olio essenziale di arancio dolce
Phytoseiulus persimilis
Beauveria bassiana
Principi fitosanitari e sostanze di base
Olio essenziale di arancio dolce
Beauveria bassiana
Azadiractina
Misure preventive
- favorire la presenza degli ausiliari presenti in natura.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Piretrine pure
Sali potassici di acidi grassi
Olio minerale
Azadiractina
Maltodestrina
Principi fitosanitari e sostanze di base
Azadiractina
Bacillus thuringensis
Principi fitosanitari e sostanze di base
Zolfo
Olio essenziale di arancio dolce
Beauviera bassiana
Monitoraggio e modelli
Controllare il volo con trappole a feromoni
Principi fitosanitari e sostanze di base
Azadiractina
Spinosad
Virus NPV nottua gialla
Bacillus thuringiensis
Misure preventive
- impiego di seme sano o piantine disinfettate;
- ampie rotazioni colturali;
- evitare ristagni idrici e limitare le irrigazioni.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Prodotti rameici
Bacillus amyloliquefaciens
Misure preventive
- impiego di seme sano;
- ampie rotazioni colturali;
- evitare ristagni idrici e limitare le irrigazioni.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Prodotti rameici
Misure preventive
- In applicazione del D.M. 30/03/2023 di lotta obbligatoria contro Ralstonia solanacearum, segnalare tempestivamente al Settore fitosanitario regionale l'eventuale presenza di sintomi sospetti allo scopo di poter eseguire gli opportuni accertamenti di laboratorio.
Misure preventive
- impiego di seme sano, conservare la documentazione;
- ampie rotazioni colturali (almeno 4 anni);
- concimazioni azotate e potassiche equilibrate;
- eliminazione della vegetazione infetta, che non va comunque interrata;
- è sconsigliato irrigare con acque provenienti da canali o bacini di raccolta i cui fondali non vengano periodicamente ripuliti da residui organici;
- trapiantare solo piante non infette dando preferenza a cultivar tolleranti;
- sarchiature.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Prodotti rameici
Bacillus subtilis
Misure preventive
- favorire il drenaggio del suolo;
- ampi avvicendamenti colturali.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Zolfo
Bacillus pumilus
Bacillus amyloliquefaciens
Eugeniolo+Geraniolo+Timolo
Misure preventive
- scegliere varietà tolleranti;
- effettuare concimazioni equilibrate.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Prodotti rameici
Olio essenziale di arancio dolce
Misure preventive
- Per le virosi trasmesse da afidi in modo non persistente (virus del mosaico del cetriolo CMV, virus Y della patata PYV) valgono le stesse considerazioni generali di difesa; per il trapianto utilizzare piantine ottenute in semenzali prodotti in vivai con sicura protezione dagli afidi;
- Per le virosi trasmesse per contatto (virus del mosaico del pomodoro ToMV) è fondamentale l'impiego di seme esente dal virus o sottoposto a disinfezione mediante trattamenti fisici o chimici.