Normativa di riferimento
Le seguenti indicazioni tecniche fanno riferimento a quanto previsto dai Regolamenti dell’Unione Europea che normano gli ambiti dell’agricoltura biologica inerenti alle produzioni vegetali: Reg. UE 848/2018 (relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici – obiettivi, principi e norme generali), il Reg. UE 1165/2021 (utilizzo di taluni prodotti e sostanze nella produzione biologica). Le disposizioni applicative si trovano nel DM 229771/2022 e vanno a completare il quadro normativo nazionale.
Per quanto riguarda i prodotti fitosanitari i principi elencati in Allegato I (Sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari autorizzati per l’uso nella produzione biologica) del Reg. UE 1165/2021 e successive modifiche ed integrazioni, devono rispettare almeno le condizioni di uso specificate nell'allegato del Reg. (UE) n. 540/2011 (Reg. UE 1107/2009). Condizioni più restrittive per l’uso nella produzione biologica sono specificate nella seconda colonna di ciascuna tabella.
Per quanto riguarda i concimi, ammendanti e nutrienti, l’elenco di matrici presenti in Allegato II del Reg. UE 1165/2021 e successive modifiche, viene integrato a livello nazionale dall’Allegato 13 (Elenco dei fertilizzanti idonei all’agricoltura biologica) del Dlgs. 75/2010 e successive modifiche.
Il MASAF mette a disposizione alcune Banche Dati sui prodotti commerciali impiegabili in agricoltura biologica consultabili liberamente sulla piattaforma SIAN ai seguenti link:
Vocazionalità
L’ambiente climatico
Il rispetto delle esigenze della lattuga relativamente alle caratteristiche dell’ambiente climatico è fondamentale soprattutto per la coltivazione in biologico per evitare forzature o eccessivi interventi tecnici per raggiungere un adeguato standard quali-quantitativo.
Il ciclo di coltivazione della lattuga quello che va dal momento del trapianto alla raccolta varia in funzione del ciclo di maturazione. La lattuga viene coltivata in pieno campo ed in coltura protetta. La lunghezza del ciclo è in media di 30 giorni per i trapianti estivi e 60 giorni per i trapianti primaverile e autunno-invernali (febbraio-settembre). Il peso medio del grumolo alla raccolta è positivamente correlato alla radiazione solare che si verifica 7-10 giorni prima dell’inizio dell’incappucciamento del grumolo.
I parametri climatici consigliati nella coltivazione della lattuga biologica vanno da una temperatura minima biologica pari a 6 ° C. La temperatura minima idonea per la crescita e la formazione del cappuccio richiede un range di temperatura notturna variabile dai 3°C a 12°C, una temperatura ottimale diurna è compresa tra i 16° C e 20° C, mentre la notturna compresa tra i 10-12°C. Con temperature massime diurne di 25- 27° C per più giorni lo stelo si allunga più rapidamente, il grumolo diventa poco compatto e spugnoso e il sapore delle foglie risulta più amaro. Inoltre, alcune fisiopatie sono più frequenti con le temperature elevate. La siccità prolungata o fotoperiodo lungo possono promuovere nelle giovani piantine la montatura a seme senza la formazione del cespo.
Temperatura al di sotto di -2°C crea problemi in quanto porta alla distruzione del tessuto fogliare, con lesioni necrotiche delle vene fogliari e macchie della foglia. A volte, nelle punte delle giovani foglie di piantine giovani il gelo danneggia i bordi, con conseguente ispessimento del tessuto fogliare.
L’ambiente pedologico
Il terreno ideale per coltivare lattuga deve essere sciolto o medio impasto, fresco, permeabile e ben lavorato, che non dia luogo a ristagni idrici. Per le colture primaverili ed autunnali, periodi che solitamente si verificano maggiori precipitazioni atmosferiche, sono preferibili terreni sciolti con capacità di scolo; per le colture estive invece, sono da preferire terreni di medio impasto con facoltà di trattenere l’acqua.
La lattuga ha un apparato radicale formato da un corto fittone e numerose ramificazioni laterali, infiorescenza a capolino e fiori ermafroditi di colore giallo. Per la coltivazione della lattuga si consiglia di utilizzare dei terreni che siano rispondenti ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella 1.
Tab. 1 – Valori consigliati per i parametri pedologici nella coltivazione della lattuga biologica.
Parametri pedologici | Valori consigliati |
Profondità utile | Non inferiore a 30-40 cm, in funzione della tessitura del terreno |
Drenaggio | Buono |
Tessitura | La coltivazione della lattuga si adatta a diversi tipi di terreno, anche se predilige terreni di tipo sciolto, fertile e drenante |
pH | 6-7 |
Calcare totale | Inferiore al 10% |
Calcare attivo (CaCO3) | Inferiore al 10% |
Salinità | Moderatamente tollerante 3-5 mS/cm |
Infrastrutture ecologiche
L’azienda biologica deve poter contare sul massimo controllo naturale dei parassiti e sul massimo isolamento da possibili fonti di inquinamento. Per tale motivo va promossa all’interno dell’azienda la realizzazione di infrastrutture ecologiche o “aree di compensazione ecologica”, cioè siepi o fasce di vegetazione adiacenti al campo coltivato che forniscano ospiti alternativi e siti rifugio per predatori e parassitoidi di insetti dannosi, aumentando in tal modo l’abbondanza dei nemici naturali e la colonizzazione delle colture confinanti che vanno dall’impianto di siepi con essenze arbustive, alla gestione di buffer zone attorno ai campi coltivati, alla semina di strisciate di colture a perdere, alla gestione degli sfalci nei fossi se esistenti.
Le infrastrutture ecologiche comprendono anche tutte le aree che sono protette mediante regolamenti delle autorità locali quali le aree di rifugio della fauna e flora, le aree di riequilibrio ecologico e le zone umide in pianura.
Il ruolo delle infrastrutture ecologiche è fondamentale in quanto svolgono un ruolo di: conservazione e mantenimento della biodiversità, sono un volano ecologico. Rivestono un ruolo di protezione di specie rare in via d’estinzione e delle specie che beneficiano degli habitat non coltivati. Inoltre rivestono effetti contenitivi degli organismi dannosi alle colture. Inoltre le piante non coltivate hanno effetti positivi nei confronti degli insetti utili in quanto sono rifugio e luoghi di svernamento, fonte di cibo e fonte di ospiti e prede alternative.
A livello aziendale le infrastrutture ecologiche favoriscono i movimenti su piccola scala degli insetti utili, mentre su scala maggiore e all’interno di reti ecologiche complesse fungono da veri e propri corridoi ecologici per l’entomofauna. A volte le specie vegetali affini alle colture possono essere utilizzati per attrarre i fitofagi potenzialmente dannosi e sottrarli alle colture, attraverso l’impiego di piante trappole o sfalciando le piante erbacee nei momenti più opportuni. Se, qualche volta, la presenza di specie vegetali affini alle colture agrarie fa si che le aree di compensazioni ecologica possano anche ospitare insetti ed altri organismi dannosi, gli equilibri biologici che in esse si instaurano evitano molto spesso che queste infrastrutture possono fungere da focolai di infestazione per le coltivazioni.
Di seguito alcuni consigli sulle tipologie di infrastrutture ecologiche che favoriscono la lotta biologica.
Tipologia | Descrizione |
Fasce erbose fiorite | Sono costituite da miscugli di piante annuali, biennali, perenni ai bordi della coltura orticola, sono importanti nella conservazione di fauna e flora e possono essere seminate a fianco della coltura. Le specie consigliate sono: Alisso-Coriandolo-Grano saraceno, Facelia in combinazione con leguminose (trifoglio, favino, erba medica). Si consiglia di escludere essenze della famiglia delle composite per evitare attrattività verso insetti nocivi per la coltura quali tripidi. |
Siepi |
Sono costituite da piante arbustive e arboree. La siepe per essere tale deve essere formata di uno strato molto denso di cespugli bassi, di alcuni cespugli alti, di alberi e di una vegetazione erbacea alla base. Hanno un ruolo fondamentale perché incrementando la varietà biologica di un ambiente, impediscono che poche specie prendano il sopravvento sulle altre come avverrebbe naturalmente. Le siepi possono rappresentare un’area di rifugio e una “BIOFABBRICA” naturale di insetti ed acari utili, soprattutto se sufficientemente sviluppate e circondate da una fascia di rispetto laterale (larga almeno 1,5 m per ogni lato) mantenuta perennemente inerbita con specie erbacee spontanee. Gli alberi e arbusti e le erbacee spontanee, si popolano di numerosi insetti ausiliari (predatori e/o parassitoidi) che facilmente si trasferiscono sulle coltivazioni circostanti nutrendosi di fitofagi dannosi alle specie coltivate. Di seguito si riportano alcune delle specie arbustive consigliate in ambito territoriale riferito, per il ripristino di siepe boschetti in Emilia-Romagna: Prugnolo, Sanguinello, Ligustro, Sambuco, Lantano, Ginestra dei carbonari, Ginestra odorosa, Emero, Ginepro ecc. |
Buffer zones | Sono ambienti cuscinetto con funzione isolante (ad es. aree trattate chimicamente e non trattate). |
Piante trappola | Piante coltivate a fianco delle colture target avente funzione di attrarre il fitofago per sottrarlo alla coltura. |
Corridoi ecologici | Sono rappresentati da siepi e margini di campi gestiti secondo una prospettiva di connessione all'interno di una rete ecologica. |
Si consiglia di considerare un’area complessiva investita ad infrastrutture ecologiche pari al 10% della superficie aziendale.
Allo stesso tempo deve essere incrementata per quanto possibile la biodiversità ampliando il numero di specie coltivate, ma soprattutto favorendo la permanenza di specie autoctone all’interno di spazi che non devono interferire con la gestione delle colture, ma che devono rappresentare un rifugio per i predatori e gli ausiliari.
In Emilia-Romagna è vigore il divieto di messa a dimora di piante ornamentali del genere Crataegusper soprattutto il biancospino diffuso nel nostro ambiente, perché sono particolarmente sensibili al batterio Erwiania amylovora e possono costituire fonte di infezione e propagazione del colpo di fuoco batterico.
Avvicendamento colturale
Il DM n. 3757 del 9 aprile 2020, decreto di modifica del Decreto ministeriale 18 luglio 2018, n. 6793 apporta modifiche alle norme tecniche per la gestione delle rotazioni in agricoltura biologica. I principi generali ed i vincoli che riguardano la coltivazione della lattuga in biologico vengono così riassunti:
La fertilità del suolo e la prevenzione delle malattie è mantenuta mediante il succedersi nel tempo della coltivazione di specie vegetali differenti sullo stesso appezzamento.
In caso di colture seminative, orticole non specializzate e specializzate, sia in pieno campo che in ambiente protetto, la medesima specie è coltivata sulla stessa superficie solo dopo l'avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa, coltura da sovescio o maggese. Quest’ultimo con una permanenza sul terreno non inferiore a 6 mesi.
In deroga a quanto riportato gli ortaggi a foglia a ciclo breve possono succedere a loro stessi al massimo per tre cicli consecutivi. Successivamente ai tre cicli segue almeno una coltura da radice/tubero oppure una coltura da sovescio.
La coltura da sovescio è considerata coltura principale quando prevede la coltivazione di una leguminosa, in purezza o in miscuglio, che permane sul terreno fino alla fase fenologica di inizio fioritura prima di essere sovesciata, e comunque occorre garantire un periodo minimo di 90 giorni tra la semina della coltura da sovescio e la semina della coltura principale successiva.
Si ricorda che il principio dell’alternanza è alla base di un piano di rotazioni razionale in biologico, in particolare si consiglia di alternare sempre:
- piante a radici profonde (es. pomodoro) con piante a radici superficiali (es. lattuga);
- colture la cui parte commestibile, è data da radici e/o tuberi (es. patata, carota) con specie di cui si utilizzano i frutti o la parte fogliare (es. peperone, cavolo, broccolo, lattuga);
- piante a portamento vigoroso (es. melanzana) con piante a portamento ridotto (lattuga, cipolla, aglio);
- piante che richiedono cure colturali più accurate e più intense (es. pomodoro) con altre che richiedono solo lavorazioni superficiali (es. zucchina, cereali);
- piante azotofissatrici (es. leguminose) con piante particolarmente sfruttatrici di azoto (es. patata);
- alternare, piante sensibili ad alcuni patogeni o parassiti con altre che invece sono più tolleranti.
In particolare una buona rotazione in alternanza fra specie effetti diretti su:
Riduzione delle infestanti: la successione di specie che richiedono lavorazioni dei terreni e lavorazioni sulle colture, in periodi diversi, o con tecniche diverse consente di eliminare molte infestanti interrompendone il ciclo colturale così da evitare che producano seme e si manifestino quindi nei cicli colturali successivi. Inoltre la coltivazione di specie che si differenziano per ciclo colturale e spesso per portamento migliora la competizione nei confronti delle erbe infestanti in particolare per l’utilizzo della luce, dell’acqua e delle sostanze nutritive limitandone o soffocandone lo sviluppo.
Riduzione dei parassiti: è comunque sconsigliata l’alternanza di cicli in ristoppio per evitare una eccessiva specializzazione dei parassiti nello stesso areale. Per lo stesso motivo è importante creare un’alternanza non solo di specie, ma fra le diverse famiglie che entrano in avvicendamento.
Miglioramento della struttura e tutela del suolo: le piante sono caratterizzate da diversa tipologia dell’apparato radicale: fittonante nel caso di una grossa radice centrale (medica, barbabietola) oppure fascicolata quando la pianta ha un numero elevato di radici (graminacee in genere). Nell’ambito della rotazione è opportuno alternare specie con diverso apparato radicale, nel caso della lattuga che richiede un terreno mediamente soffice una specie quale la bietola ad apparato radicale fittonante sarebbe l’ideale.
Riduzione delle esigenze di fertilizzanti: se in precessione alla lattuga o comunque nell’ambito della rotazione colture viene inserita una leguminosa, questa arricchirà il terreno attraverso la fissazione dell’azoto atmosferico. L’inserimento di queste specie aiuta a ridurre la necessità di apportare fertilizzanti dall’esterno. Stessa funzione hanno le colture da sovescio. Si consiglia di far precedere alla lattuga colture che lasciano una buona fertilità nel terreno. Le colture di cereali possono precedere la lattuga a condizione che venga distribuita abbondante sostanza organica sulle stoppie per favorire la degradazione dei residui colturali. Nel caso che il frumento preceda la lattuga, si consiglia fra le due colture di intercalare un sovescio utilizzando specie leguminose o crucifere o miscugli.
Nella seguente tabella vengono riportati esempi di rotazioni consigliate e sconsigliate:
Precessione |
CONSIGLIATA |
Successione |
Bietola |
LATTUGA (1-2 cicli consecutivi: primaverile ed autunnale) |
Bietola |
Cereali a paglia | Cereali a paglia | |
Cetriolo | Cetriolo | |
Cavoli | Cavoli | |
Patata | Fagiolino | |
Pomodoro | Sovescio autunno vernino | |
Porro | Zucca, Zucchino | |
Zucca, Zucchino |
Precessione | SCONSIGLIATA | Successione |
Cipolla | LATTUGA (1-2 cicli consecutivi: primaverile ed autunnale) | Cipolla |
Prezzemolo | Prezzemolo | |
Cicorie, Scarola, Radicchio | Cicorie, Scarola, Radicchio | |
Ravanello, Rucola | Ravanello, Rucola |
Sovescio
Il sovescio è una pratica molto importante per chi coltiva col metodo biologico e ancor di più per chi ha i terreni in conversione. Con la diffusione sempre maggiore delle tecniche di agricoltura conservativa, assume un ruolo sempre più importante nella gestione della risorsa suolo.
Considerata una buona pratica agricola, il sovescio ha effetti positivi sulle caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche del terreno, e rappresenta una pratica imprescindibile in agricoltura biologica qualora l’azienda non disponga di allevamenti o non abbia la possibilità di distribuire ammendanti e matrici organiche in quantità elevate. La tecnica del sovescio consiste nell’interramento di colture erbacee appositamente seminate in purezza o in miscela fra loro.
A seconda delle specie utilizzate il sovescio può avere una o più funzioni:
Mantenere o incrementare la percentuale di sostanza organica nel terreno (miscuglio di graminacee e leguminose). L’incremento è molto lento nel tempo interrando solo biomasse provenienti da sovesci, pertanto per aumentare la quantità di sostanza organica occorrerebbe intervenire anche con apporto di letame, compost o altri fertilizzanti organici;
Apportare azoto alle colture in successione (prevalentemente leguminose);
Ridurre la presenza di parassiti nel terreno (prevalentemente crucifere con funzione biocida).
Il sovescio è consigliabile venga inserito nell’ambito della rotazione pluriennale aziendale nel rispetto del regolamento sull’agricoltura biologica così da prevederne sullo stesso terreno almeno un ciclo vegetativo ogni tre anni.
I sovesci con maggiore potenziale fertilizzante sono quelli a semina autunnale che prevedono l’impiego di specie leguminose associate a graminacee e a crucifere o miscugli commerciali composti da varie specie. È sempre preferibile il sovescio di più specie. Il loro interramento deve essere fatto in primavera nel periodo della fioritura a partire dal mese di aprile per consentire la produzione di una elevata quantità di biomassa. Nel caso invece non sia possibile prevedere in rotazione un periodo prolungato di copertura del suolo (vedi rotazioni in coltura protetta) la scelta può ricadere su una essenza in purezza o un miscuglio adatti al periodo primaverile estivo quali sorghi (Sudan bicolor o il Sudangrass) che con semina a giugno possono essere interrati a settembre oppure grano saraceno e facelia che sviluppano rapidamente con le alte temperature ma richiedono sempre un interramento a fine estate. Una ulteriore opportunità è data dalla semina a settembre di crucifere quali rafano americano o rafano biocida che sviluppano bene anche con temperature basse. Per colture in serra ove il terreno sia asciutto, si può intervenire interrando la biomassa almeno una decina di giorni prima del trapianto. In pieno campo durante l’inverno, se il clima è freddo, le radici possono gelare consentendo la preparazione del terreno anticipata altrimenti occorre cogliere una finestra di clima asciutto per interrare la coltura e preparare il terreno.
Il sovescio con finalità fertilizzanti può essere interrato immediatamente dopo lo sfalcio se si predilige la funzione di liberare azoto pronto per le colture da reddito che seguiranno il sovescio oppure si possono lasciare alcuni giorni ad appassire così che perdano acqua liberando meno azoto pronto ma stimolando più l’umificazione che la mineralizzazione.
Spesso se si hanno terreni stanchi con presenza di funghi patogeni o nematodi, è opportuno seminare una coltura da sovescio con caratteristiche biocide. Normalmente le crucifere sono considerate piante biocide per eccellenza in quanto contengono delle sostanze (glucosinolati) che nel processo di trianciatura e interramento in presenza di acqua e dell’enzima mirosinasi contenuto nelle foglie della stessa pianta subiscono un processo di idrolisi e si trasformano in isotiocianati tossici per i nematodi e vari parassiti fungini.
Studi condotti in vari paesi hanno dimostrato come vi siano interessanti esempi di piante biocide anche fra le asteracee (Tagetes spp., Artemisia annua e Taraxacum officinale) fra le leguminose (Crotalaria juncea o canapa marrone) e anche fra le graminacee (Sudangrass e Sudan bicolor). Le colture biocide devono essere interrate immediatamente dopo lo sfalcio per avere maggiore azione di gassificazione nei confronti dei parassiti.
I sovesci di leguminose o con prevalenza di specie leguminose se seminate nell’autunno e interrate in primavera possono apportare una quantità di azoto attorno a 150-200 kg/ha di cui circa il 70-80 % fissato dai batteri nei tubercoli radicali. Di questa quantità oltre i 2/3 sono disponibili per la coltura in successione.
Le crucifere e le graminacee apportano anch’esse quantità discrete di azoto 70-100 kg/ha ma è azoto sottratto al terreno che evita di essere perso per lisciviazione ma non porta ad un reale arricchimento perché la coltura restituisce all’atto dell’interramento quanto ha assorbito durante la coltivazione.
A volte i sovesci o le colture di copertura non sono considerati come colture di valore, in quanto non generano un profitto diretto e il loro effetto non è immediatamente visibile. Ma per generare un effetto positivo sulla salute del suolo, l’impianto e lo sviluppo della coltura devono essere soddisfacenti. Pertanto è necessario:
- usare seme sano con un alto tasso di germinazione,
- fare una buona preparazione del terreno,
- seminare in condizioni favorevoli, con sufficienti sostanze nutrienti
- se necessario prevedere l‘irrigazione.
Di seguito si riportano alcuni possibili sovesci per periodo.
Autunno-Vernino
Tipologia di miscuglio | Quantità di seme (kg/ha) | Periodo di semina | Nota per la scelta |
Favino | 170 | Ottobre-Novembre Primavera fino a marzo | Lascia nel terreno alti quantitativi di azoto disponibili rapidamente per la coltura successiva. |
Rafano americano (Raphanus sativus) | 15 | Da primavera fino a fine estate (metà settembre massimo) | Ottimo per trattenere l’azoto lasciato dalla coltura precedente, produce fittoni molto voluminosi, è valido per terreni molto compatti da arieggiare. Ciclo breve di 60 gg. |
Miscuglio Favino-Veccia-Orzo |
70-15-90 | Ottobre-Novembre | Miscuglio equilibrato per apportare elementi nutrizionali e sostanza organica. È quello che apporta il maggior quantitativo di elementi nutrivi e sostanza secca |
Miscuglio Favino-Veccia-Triticale |
45-10-140 | Ottobre-Novembre | Miscuglio equilibrato per apportare elementi nutrizionali e sostanza organica. Assieme al miscuglio precedente risulta essere tra quelli che apportano più macroelementi. |
Rafano biocida (Rafanus sativus oleiformis) |
30 | Autunnale o Primaverile (a seconda della varietà) | Ottimo per trattenere l’azoto lasciato dalla coltura precedente e per renderlo disponibile a primavera per la coltura successiva. Attenzione a non seminare una specie sensibile al freddo in autunno. Per ottenere l’effetto nematocida è necessario interrarlo entro pochi minuti dalla trinciatura. |
Primaverile - Estivo
Tipologia di miscuglio | Quantità di seme (kg/ha) | Periodo di semina | Nota per la scelta |
Sorgo ibrido | 35-40 | Da Aprile a fine Luglio/primi giorni di Agosto | Utile per apportare grandi quantità di sostanza organica. In serra è bene irrigare la paglia post trinciatura addizionando azoto per favorire la degradazione dei residui colturali. I sorghi ibridi raggiungono altezze di 3-4 metri, discreta la capacità di ricaccio. |
Sorgo sudanese (polisfalcio) | 40 | Da Aprile a fine Luglio/primi giorni di Agosto | Utile per apportare buone quantità di sostanza organica. In serra è bene irrigare la paglia post trinciatura addizionando azoto per favorire la degradazione dei residui colturali. I sorghi polisfalcio si prestano a sovesci che restano a lungo nel terreno e hanno un eccezionali capacità di ricaccio (anche 5 tagli per semine di aprile). |
Sorgo sudanese (polisfalcio)+ Vigna cinese | 28-9 | Da Aprile a metà Luglio | Utile per apportare buone quantità di sostanza organica addizionata ad una leguminosa che apporta azoto. |
Gestione del terreno
La lattuga ha un apparato radicale che esplora i primi 20-30 centimetri di profondità è consigliabile pertanto effettuare una lavorazione del terreno con vangatrice o fresa.
Le arature profonde vanno generalmente evitate perché portano ad una perdita di sostanza organica per effetto della mineralizzazione, con conseguenze negative sia sulla struttura fisica del terreno sia sulla capacità di apportare nutrienti nel medio e lungo periodo. Nel caso di cicli primaverili si consiglia di effettuare un’aratura poco profonda nell’autunno precedente per interrare la sostanza organica. Si consiglia prima del trapianto di affinare il terreno con una fresatura inoltre se necessaria si consiglia una rullatura che consente di livellare e affinare il terreno per diminuire la porosità dello stesso, ridurre le perdite d’acqua per infiltrazione, consentire una maggior adesione delle piantine al terreno e favorire l’attecchimento delle radici.
Scelta varietale
Per la scelta varietale in coltivazione biologica è importante, ove possibile puntare su ibridi tolleranti alle comuni virosi della specie. Tra le novità varietali di lattuga prevalgono le classiche tipologie: cappuccio, romana, icerberg, foglie di quercia verde e rossa e gentile verde. Sono attualmente disponibili materiali in possesso di resistenze/tolleranza alta (HR) o intermedie o (IR) ai più comuni virus e parassiti conosciuti: LMV: Lettuce mosaic virus (Virus del mosaico della lattuga); Bl: Bremia lactucae (Peronospora)Nr: Nasonovia ribisnigri (Afide rosso della lattuga) Fol1: Fusarium oxysporum f.sp. lactucae (Tracheofusariosi della lattuga); P.B.: (Pemphigus bursarius ) (Afide delle radici della lattuga ).
Di seguito vengono riportate le varietà consigliate per conduzione e tipologia:
Pieno campo
CAPPUCCIO
Varietà | Caratteristiche |
Basilio (Rijk Zwaan) |
Cappuccina bionda vigorosa per primavera e autunno in pieno campo . E ‘caratterizzata da fondo largo e ben serrato con taglio piccolo e da coste sottili, che la rendono sempre ben manipolabile. Pesante e produttiva, è indicata per mercato fresco e IV gamma. Basilio (ex 43-164) fa parte di una gamma di varietà di cappuccine che, nei test in laboratorio e in campo, si sono dimostrate resistenti al ceppo Fol:1 ampiamente diffuso in molti areali di coltivazione. HR: Bl:16-35EU/Nr:0 – IR: LMV:1/Fol:1 |
Malis (Bejo) |
Ciclo di maturazione precoce, colore della foglia verde brillante. Elevata rusticità. Pianta di buona vigoria. Investimento ottimale: 100.000 piante/ha. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-36EU / Nr:0; IR: LMV:1 |
Ulmo (Rijk Zwaan) |
Varietà di lattuga cappuccina bionda brillante, per pieno campo primaverile ed autunnale. Pianta aperta e voluminosa. Fondo largo e serrato. Idonea anche sotto telo e rete.Rustica e con elevata resistenza alla bremia. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-36EU/Nr:0/Pb ; IR:LMV:1 |
Danzarina (Rijk Zwaan) |
Varietà di lattuga cappuccina estiva di media pezzatura per il pieno campo. Foglia spessa e molto plastica. Elevata tenuta in campo. Pianta dal portamento aperto. Elevato livello di resistenza alle malattie del terreno. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-36EU/Nr:0; IR:LMV:1/Ss (Rs)/Fol:1 |
Isolina (Rijk Zwaan) |
Pianta compatta, dal portamento aperto. Cappuccina tardiva per ciclo estivo, con elevata tenuta in campo. Foglia spessa e pesante, ben manipolabile. Elevato livello di resistenze alle malattie del terreno. Ideale per terreni fertili. Varietà per il pieno campo. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-36EU/Nr:0; IR: LMV:1/Ss (Rs)/Fol:1 |
Pierina (Rijk Zwaan) |
Lattuga cappuccino. Cespo media pezzatura e buona uniformità. Colore verde medio di buona brillantezza. Cespo mediamente compatto e serrato. Fondo medio. Per cicli estivi autunnali. |
BATAVIA
Varietà | Caratteristiche |
Goldorac (Gautier) |
Per raccolte estive in pieno campo, ha testa elegante aperta e fogliame riccio. La pianta è compatta, equilibrata, facile da maneggiare, con buona qualità del fondo. Mostra ottima tenuta a salita a seme (bolting) e tip burn. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-35EU/Nr:0 – IR: Fol:1. |
Bovary (Enza Zaden) |
Tipologia: lattuga gentile da pieno campo. Posizionamento: per raccolte primaverili ed autunnali.Ciclo: precocissima. Pianta: per trapianti precocissimi di primavera e tardivi autunnali dove manifesta una capacità di crescita molto veloce. Colore molto chiaro e cespo aperto con bordi fogliari finemente dentellati. Fondo ben conformato ed eretto di buona sanità.Resistenze/tolleranze: HR Bl:16-32,34,36EU/Nr:0/TBSV Resistenza IR LMV:1/Fol:1. |
Bonalisa (Enza Zaden) |
Tipologia: lattuga gentile. Ciclo: medio-tardivo. Descrizione: pianta rustica per raccolte primaverili ed autunnali di colore verde medio. Struttura molto bilanciata con molte foglie ed internodi stretti. La base si mantiene eretta e sana da marciumi. A maturazione ha una ottima tenuta di campo senza ingiallimenti o modifiche nella conformazione del cespo. Ha un periodo di raccolta lungo grazie alla buona resistenza alla salita a seme a fine primavera ed a fine estate.Resistenze/tolleranze: HR Bl:16-36EU/Nr:0/TBSV Resistenza IR LMV:1/Fol:1. |
Flexila (Enza Zaden) |
Tipologia: lattuga gentile da pieno campo. Posizionamento: per raccolte estive. Ciclo: precoce. Pianta: di colore verde medio con cespo elegante dal fogliame elastico e di facile manipolazione. Il fondo di forma arrotondata si mantiene eretto con coste diritte e poco pronunciate. La pianta risulta molto veloce da tagliare con taglio tenero anche in piena estate. Varietà con risultati molto costanti nel periodo estivo e con buona tolleranza al Fusarium.Resistenze/tolleranze: HR Bl:16-36EU/Nr:0/TBSV IR LMV:1/Fol:1. |
Larabel (AS 16-080) (Cora Seeds) |
Varietà estiva molto tollerante alla montata a seme ed al Tip-Burn, cespo pesante, taglio piccolo, base di ottima conformazione piatta; presenta un cespo più basso e numero di foglie superiore.Resistenze/tolleranze:HR Bl: 16-32 Nr: 0; IR LMV: 1 Fol: 1. |
Meglion (Rijk Zwaan) |
Varietà di lattuga gentilina dal colore biondo medio molto brillante. Per primavera ed autunno, in pieno campo. Foglia spessa, ben manipolabile. Margine elegantemente ondulato. Molto produttiva. Resistenze/tolleranze: HR Bl:16-32,34,36EU/Nr:0; IR LMV:1/Fol:1. |
Othilie (Rijk Zwaan) |
Batavia Compatta e brillante, per serra e pieno campo. Presenta la foglia spessa, sana e flessibile, fondo sano e caratteristico. Particolarmente indicata per i terreni pacciamati. Ideale per incassettato e imbustato. Ciclo primaverile ed autunnale. Al nord in pieno campo con trapianti da marzo ai primi di maggio e in agosto, in coltura protetta da febbraio fino a metà aprile e da metà agosto a metà settembre. Resitenze HR; Bl:16-32,34,36EU/Nr:0/Pb e IR: LMV:1/Fol:1. |
ROMANA
Varietà | Caratteristiche |
Beldor (Gautier) |
Bionda ed attraente. Pianta di buona vigoria a portamento eretto, dotata di buon peso. Foglia molto liscia a margine intero, di colore verde brillante. Facile al taglio, fondo pieno, arrotondato e ben chiuso. Buona tenuta al tip burn e alla salita a seme. Varietà adatta per coltivazioni di primaverali ed autunnali. Resistenze/tolleranze : HR: Bl: 16-27,29,30,32 IR: LMV:1, Fol:1. |
Golia (Enza Zaden) |
Lattuga romana bionda. Posizionamento: per pieno campo per primavera/autunno. Ciclo: medio. Pianta: mediamente vigorosa con resistenza a fusarium, bel fondo largo, pianta plastica, con ottima uniformità di campo e top che rimane ben aperto. Resistenze/tolleranze : HR: Bl:16-36EU/Fol:1/TBSV IR: LMV:1/Ss. |
Picador (Gautier) |
Per cicli estivi. Pianta strutturata, di buona vigoria con testa aperta. Fogliame liscio, biondo, con buona tenuta alle manipolazioni. Ottima resistenza alla salita a seme e al tip burn. Resistenze/tolleranze: HR: Bl: 16-36EU, Nr:0 IR: Fol:1, LMV:1. |
Donador (R533) (Gautier) |
Cespo aperto, pesante e lento a chiudere. Foglia liscia, brillante, facile da maneggiare. Fondo arrotondato e ben chiuso. Ottima tolleranza a tip burn e salita a seme. Varietà adatta per coltivazioni di fine primavera ed estate.Resistenze/tolleranze : HR : Bl: 16-27,29,30,32 IR: LMV:1, Fol:1. |
ICEBERG
Varietà | Caratteristiche |
Times (Bejo) |
Per raccolti primaverili e autunnali. La pianta è vigorosa, equilibrata. I cespi hanno forma arrotondata, con riempimento regolare e apice vegetativo centrico. La foglia è di colore verde medio brillante e leggermente bollosa. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-35EU/Nr:0. |
Rumours (Cora Seeds) |
Iceberg indicata per colture primaverili e autunnali. Pianta molto rustica con ciclo medio, fogliame molto scuro e di buon spessore. Volume medio grande e cespo rotondo e pesante. Idonea per mercato fresco e industria. Resistenze/tolleranze: HR Bl: 16-32 Nr: 0; IR LMV: 1 |
Cellist (Enza Zaden) |
Varietà di lattuga iceberg da pieno campo tipologia Saladin, adatta per coltivazioni in pieno campo, per raccolte primaverili, anche TNT ed autunnali. Pianta voluminosa e pesante, foglie spesse ed ottima formazione del cespo anche in difficili condizioni. Varietà molto plastica grazie anche alla buona resistenza alla salita a seme e al tip burn. Resistenze/tolleranze: HR: BL 16-36 EU; /Nr 0. |
Tevion (Enza Zaden) |
Varietà di lattuga iceberg da pieno campo per raccolte primaverili ed autunnali con ciclo di maturazione intermedio. Pianta di volume contenuto, con ottima conformazione del cespo e buona resistenza alla salita a seme in uscita dalla primavera dove manifesta una ottima tolleranza al tipburn interno. Richiede di essere spinta per ottenere i migliori risultati. Resistenze/tolleranze: HR: Bl 16-27; 29-31, 32,34; 36 EU/Nr 0/Pb. |
Edmonton (Seminis) |
Lattuga tipo “ghiaccio” per produzione primaverile/estiva. La pianta è di un bel colore verde scuro, con foglie arricciate sui bordi. Il cespo è pesante, ben chiuso, perfettamente bianco e croccante. Si semina da febbraio a fine luglio a file di cm 35-40 distanziando le piante a cm 30-35. Matura dopo 65-70 giorni dalla semina. Ciclo: estivo. Cespo: globoso, compatto e pesante, con buona tenuta alla salita a seme.Utilizzo: mercato fresco e IV gamma.Resistenze/tolleranze : HR Bl: 16,19,21,23,32 IR Fol:1. |
FOGLIA DI QUERCIA VERDE
Varietà | Caratteristiche |
Kieren (Rijk Zwaan) |
Foglia di quercia bionda da pieno campo. Presentazione elegante con pianta molto rustica e produttiva. Fondo sano e ben serrato. Ideale per primavera ed autunno. Elevato livello di resistenza alla bremia. Resistenze/tolleranze : HR: Bl:16-36EU/Nr:0; IR: LMV:1 |
Kidow (Rijk Zwaan) |
E’ una classica foglia di quercia con resistenza a Fusarium. A ciclo medio-precoce, ha portamento elegante della foglia e del fondo. Resistenze/tolleranze HR: Bl:16-35EU/Fol:1/Nr:0 – IR: LMV:1/Ss. |
FOGLIA DI QUERCIA ROSSA
Varietà | Caratteristiche |
Eglantine (Vilmorin) |
è una foglia di quercia per primavera-estate. Si caratterizza per pianta di medio vigore, cespo ben strutturato e compatto, colore rosso brillante, tolleranza al Fusarium, buona tenuta a salita a seme. Mercato fresco e GDO. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-30,32,35/Nr:0 – IR: LMV:1. |
Coltura protetta
CAPPUCCIO
Varietà | Caratteristiche |
Evadne (Rijk Zwaan) |
Varietà di cappuccina da serra invernale. Portamento aperto, con ampia finestra di raccolta. Fondo largo e ben serrato, con taglio piccolo. Foglia spessa e manipolabile. Elevata resistenza alla bremia. Resistenze/tolleranze : HR: Bl:16-36EU. |
Halewin (Rijk Zwaan) |
Verde chiara da serra per l’autunno di buon volume e ottimo peso. Varietà rustica e produttiva, sempre molto attraente. Molto apprezzata nei trapianti autunnali e primaverili al Nord. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-31,34,36EU |
Synopsis (Bejo) |
Cappuccina per trapianto in serra nel Nord a settembre-ottobre e a febbraio-marzo. Ciclo di maturazione precoce. La pianta presenta buona vigoria, colore verde medio brillante, fondo molto serrato e piatto con taglio piccolo, elevato peso dei cespi. Mostra buona tolleranza al tip burn e al freddo. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-35EU. |
BATAVIA
Varietà | Caratteristiche |
Ginko (Enza Zaden) |
Tipologia: gentile da serra invernale, per raccolte di pieno inverno di gennaio-febbraio. Pianta: molto vigorosa, fogliame di colore verde chiaro, base arrotondata con cicatrice ridotta. La testa resta aperta anche con basse temperature. Ottima capacità di crescita a basse temperature, tollerante a necrosi marginale.Resistenze/tolleranze: HR Bl:16-32,34,36EU/TBSV |
Jesibel ( Bejo) |
E' una batavia da serra per raccolti autunnali/di inizio inverno. La pianta è compatta ma di buon vigore, di colore verde medio intenso brillante, con fondo rotondo e taglio piccolo. Pianta molto elegante con bollosità medio forte e ottimo peso. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-35EU. |
Kerilis (Gautier) |
E' una batavia da serra per autunno e primavera, verde brillante, con cespo aperto e compatto. La foglia è riccia, bollosa ed elastica, con buona tenuta alle manipolazioni. Il fondo è semiconico, pieno, con poco scarto e taglio piccolo. La pianta è dotata di buon peso specifico, discreta precocità e buona tenuta al tip burn. HR: Bl 1-31/Nr 0. Varietà di lattuga gentile in prova nelle principali aziende del Nord Italia nella campagna 2013/14. Per trapianti autunnali e primaverili. Resistenze/tolleranze: (HR) Bl: 16-31, Nr:0 |
Ostralie (Rijk Zwaan) |
Batavia Verde brillante da serra molto sana ed attraente. Adattabile alle diverse condizioni di coltivazione, con cespo aperto e foglia spessa. Adattabile anche al pieno campo. Al nord si prevedono trapianti da fine gennaio a fine febbraio e fine settembre a metà ottobre. Resistenze HR :Bl:16-32,34,36EU/Nr:0 |
ROMANA
Varietà | Caratteristiche |
Volturno (Syngenta) |
Uso (prevalente): Mercato fresco. Ciclo: Inverno. Forte contro spiralizzazione e Tip-Burn C. Pianta dal portamento eretto. Foglia quasi liscia e vellutata, di colore verde chiaro. Cespo compatto con fondo ampio e ben chiuso. Resistenze/tolleranze: (HR) Bl: 16-24, 27-28, 30-32. |
Valerius (Rijk Zwaan) |
Il riferimento per la serra invernale. Rustica e produttiva.Ben adattabile alle diverse condizioni di coltivazione. Facilmente manipolabile. Ottima presentazione sia in cassetta che in busta. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-29,32,34,36EU/Fol:1/Nr:0. |
Domitius (Rijk Zwaan) |
Bionda per la serra autunnale e primaverile. Buona presentazione, con foglie spesse ed ottima tenuta in post-raccolta. Adattabile anche al pieno campo. Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-29,32,34,36EU/Fol:1 |
FOGLIA DI QUERCIA VERDE
Varietà | Caratteristiche |
Kimenoz (Rijk Zwaan) |
Foglia di Quercia bionda da serra per pieno inverno. Pianta forte e vigorosa. Colore brillante su foglia spessa. Precoce. Molto sana e rustica con elevato livello di resistenze.Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-34,36EU/Nr:0 |
FOGLIA DI QUERCIA ROSSA
Varietà | Caratteristiche |
Zoumai (Rijk Zwaan) |
Foglia di quercia rossa da serra. Colore rosso intenso e brillante. Pianta di media pezzatura e produttiva. Sia per l'incassettato che per l'imbustato. Elevato livello di resistenza alla bremia.Resistenze/tolleranze: HR: Bl:16-34,36EU/Nr:0 |
Sementi e materiali di moltiplicazione vegetativa
In agricoltura biologica si possono utilizzare solamente sementi e materiale di moltiplicazione certificati provenienti da agricoltura biologica. Considerata l’insufficiente disponibilità da parte del mercato di tale materiale per talune varietà, qualora non sia possibile reperire semente o materiale di moltiplicazione biologico è consentito utilizzare materiale non biologico proveniente da agricoltura convenzionale richiedendo la deroga secondo apposita procedura.
Conformemente alla procedura è autorizzata l’utilizzazione di sementi o materiale di moltiplicazione vegetativo non biologico, purché tali sementi o materiale di moltiplicazione vegetativo rispettino i seguenti vincoli:
- non siano trattati, nel caso delle sementi, con prodotti fitosanitari diversi da quelli ammessi nell’Allegato II del regolamento (CE) n. 889/2008, a meno che non sia prescritto, per motivi fitosanitari, un trattamento chimico a norma della direttiva 2000/29/CE del Consiglio per tutte le varietà di una determinata specie nella zona in cui saranno utilizzati;
- siano ottenuti senza l’uso di organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivati da tali organismi;
- soddisfino i requisiti generali per la loro commercializzazione.
Banca Dati Sementi Biologiche
La Banca Dati Sementi Biologiche è lo strumento informatico messa a disposizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali attraverso il quale l'operatore biologico può controllare la disponibilità di semente biologiche da parte dei diversi fornitori presenti, effettuare richiesta di interesse verso materiali biologici o in assenza degli stessi effettuare richiesta di deroga.
Le specie o alcune categorie commerciali di una specie di sementi e di materiale di moltiplicazione vegetativa ottenute con il metodo di produzione biologico, sono distinte all’interno della BDSB in tre liste diappartenenza:
a) lista rossa: elenca le specie o le categorie commerciali di una specie disponibili in quantità sufficiente sul mercato nazionale come biologiche/in conversione, per le quali NON è concessa deroga, salvo casi eccezionali (Erba medica e Trifoglio alessandrino).
b) lista verde: elenca le specie o le categorie commerciali di una specie non disponibili come biologiche/in conversione sul mercato nazionale e per le quali è concessa annualmente una deroga generale.
c) lista gialla: contenene l’elenco di tutte le varietà delle specie non ricomprese nella lista rossa o verde, per le quali è necessario, tramite la BDSB con accesso in area riservata, effettuare una verifica di disponibilità commerciale ed in presenza di disponibilità sarà necessario effettuare preventivamente una richiesta di interesse verso tutte le aziende fornitrici. Solo dopo aver ricevuto una risposta da tutte le aziende fornitrici o, in alternativa, dopo che siano trascorsi i termini previsti del decreto per la possibile rispostaad una richiesta di interesse (5 giorni lavorativi), sarà possibile richiedere il rilascio della deroga in BDSB.
Le funzionalità della BDSB sono presenti all'interno dei servizi del SIAN accedendo con credenziali utente accreditato. E' possibile altresì una pagina di consultazione pubblica del materiale biologico disponibile.
Scelta della tecnica d'impianto
Relativamente al sesto d’impianto questo va definito tenendo conto della sua notevole influenza sulle condizioni microclimatiche e sulla suscettibilità delle piante alle avversità biotiche e abiotiche. È bene, inoltre, tener presente che questo deve variare a seconda della struttura e fertilità del terreno, una maggiore densità di piante è consigliabile su terreni caratterizzati da ridotto sviluppo, Fondamentale la resistenza alla peronospora mentre su terreni caratterizzati da buona fertilità è opportuno ridurre il numero di piante. In linea di massima sono consigliate distanze di 30x35 cm, o 35x35 cm con un investimento totale pari rispettivamente a 95mila e 81mila piante ad ettaro. La maggior ampiezza del sesto d’impianto adottato nel biologico rispetto all’integrato, ha lo scopo di permettere un miglior arieggiamento della coltura e consentire un agevole accesso ai campi da parte dell’agricoltore per le operazioni di rimozione meccanica delle infestanti (zappatura e sarchiatura).
Nella tabella sottostate sono riportate i sesti d’impianto consigliati in relazione al tipo di terreno
Lattuga - Sesti d’impianto e densità di investimento
Tipo di coltura | Distanza fra le file (cm) | Distanza sulla fila (cm) |
Densità (n. piante/ha) |
Coltura in serra | 30 - 35 | 25 - 30 | 95.000 - 133.000 |
Coltura pieno campo (sabbioso) | 35 | 35 | 81.500 |
Coltura pieno campo (medio-impasto) | 30 - 35 | 30 - 35 | 81.500 - 111.000 |
Coltura tipologia Iceberg | 35 - 40 | 35 - 40 | 62.500 - 71.500 |
Fertilizzazione
Assieme alle altre pratiche agronomiche la fertilizzazione ha come obiettivo fondamentale il mantenimento e miglioramento delle caratteristiche fisico-chimiche e dell’attività biologica (fertilità) del terreno agrario, al fine di ottenere produzioni biologiche quantitativamente e qualitativamente valide.
La fertilità e l’attività biologica del suolo possono essere mantenute o aumentate, attraverso:
- un adeguato programma di rotazioni (inserendo la pratica del sovescio);
- la somministrazione di ammendanti organici e /o materiale organico compostato; è consigliata la distribuzione di ammendanti al terreno al momento dell'aratura o della lavorazione più profonda. Concimi organici commerciali possono essere distribuiti anche in occasione della preparazione del letto di semina a condizione che si conoscano i tempi di rilascio dell’azoto. Infine una quota di concimi organici deve essere distribuita dopo il trapianto per garantire l’apporto di nutrienti durante tutto il ciclo. In questo caso è preferibile l’apporto tramite fertirrigazione e/o concimazione fogliare;
- interramento dei residui di coltivazione delle precedenti colture;
- una scelta ottimale della successione tra le colture da reddito.
Per applicare al meglio le diverse soluzioni devono essere note le caratteristiche chimico fisiche e biologiche del terreno su cui si intende operare, da evidenziarsi attraverso analisi del terreno oggetto di coltura biologica.
In funzione della coltura che si vorrà impiantare (in questo caso la lattuga), dei suoi asporti medi (vedi tabelle asportazione e assorbimento), delle precessioni colturali, dei risultati delle analisi chimico-fisiche e di altri parametri (climatici, agro-ambientali ecc), dovrà essere predisposto un opportuno piano di fertilizzazione al fine di calibrare i diversi interventi in base alle effettive esigenze della coltura e del mantenimento-incremento della fertilità del suolo (bilancio). In alternativa all’esecuzione del bilancio si possono distribuire i fertilizzanti nelle quantità predefinite sulla base della dotazione del terreno e di alcune variabili come indicato nelle tabelle di apporto per la concimazione azotata, fosfatica e potassica.
Valori di asportazione per lattuga (kg/1 t di prodotto t.q.)
Elemento | Asporto Lattuga |
N | 2,0 - 2,4 |
P2O5 | 0,8 - 0,9 |
K2O |
4,6 - 4,8 |
Ca | ------ |
Assorbimento teorico medio per lattughe (kg/ha) degli elementi nutritivi principali in funzione della produzione presunta tal quale (t/ha).
Elementi nutritivi | Produzione (t/ha t.q) | ||
21 | 31 | 40 | |
N | 46 | 69 | 88 |
P2O5 | 19 | 28 | 36 |
K2O |
99 | 146 | 188 |
Apporti
Vista la brevità del ciclo colturale delle lattughe si consiglia di distribuire tutto il fertilizzante in pre trapianto come concimazione di fondo. In casi specifici, ad esempio per i trapianti a ciclo autunnale o primaverile dove la durata è maggiore a oltre 60 gg, una linea di concimazione utilizzata da aziende che non dispongono di ammendanti è quella di distribuire 0,5-0,6 t/ha di concime organico commerciale con titolo 10-12% di Azoto prima del trapianto, a cui far seguire interventi fertirrigui con concimi organici liquidi o solubili in acqua per apportare complessivamente almeno le 80 unità di azoto /ha.
Si riportano di seguito i consigli sugli apporti per lattughe a cespo da modulare sulla base delle analisi del proprio terreno, dell’avvicendamento colturale e dell’introduzione nelle rotazioni della pratica del sovescio.
Apporti AZOTO (Romana, Iceberg, Cappuccina, Gentile)
Decrementi |
(produzione media 21-31 t/ha) Dose standard N |
Incrementi |
- 16 kg: se si prevedono produzioni inferiori 21 t/ha; - 16 kg: in caso di elevata dotazione di sostanza organica; - 16 kg: in caso di apporto di ammendante alla coltura in precessione; - 12 kg: in caso di successione a leguminosa annuale; - 16 kg dal terzo ciclo in poi in caso di cicli ripetuti - 20 Kg: in caso di successione a sovescio di leguminose; - 15 Kg: in caso di successione a sovescio di leguminose + graminacee |
90 kg/ha |
+ 16 kg: se si prevedono produzioni superiori a 31t/ha; + 16 kg: in caso di scarsa dotazione di sostanza organica; + 24 kg: in caso di interramento di paglie e stocchi della coltura precedente; + 16 kg: in caso di forti escursioni termiche in specifici periodi dell’anno in presenza della coltura; + 16 kg: in caso di forte lisciviazione dovuta a surplus pluviometrico in specifici periodi dell’anno (es. pioggia superiore a 300 mm nel periodo ottobre-febbraio per colture in pieno campo). |
Apporti FOSFORO (Romana, Iceberg, Cappuccina, Gentile)
Decrementi |
(produzione media 21-31 t/ha) Dose standard P2O5 |
Incrementi |
- 12 kg: se si prevedono produzioni inferiori a 21 t/ha; - 8 kg: in caso di apporto di ammendante alla coltura in precessione; - 14 Kg: in caso di sovescio di leguminose alla coltura precedente - 16 Kg: in caso di sovescio di leguminose + graminacee alla coltura precedente |
60 kg/ha (per terreni con dotazione normale) 70 kg/ha (per terreni con dotazione scarsa) 40 kg/ha (per terreni con dotazione elevata) |
+ 12 kg: se si prevedono produzioni superiori a 31t/ha; + 8 kg: in caso di basso tenore di sostanza organica nel suolo. + 16 kg: per semine e/o trapianti effettuati prima del 5 maggio in pieno campo |
Apporti POTASSIO (Romana, Iceberg, Cappuccina, Gentile)
Decrementi |
(produzione media 21-31 t/ha) Dose standard K2O |
Incrementi |
- 24 kg: se si prevedono produzioni inferiori a 21 t/ha; - 24 kg: in caso di apporto di ammendante alla coltura in precessione; - 10 Kg: in caso di successione a sovescio di leguminose; - 14 Kg: in caso di successione a sovescio di leguminose + graminacee. |
120 kg/ha (per terreni con dotazione normale) 175 kg/ha (per terreni con dotazione scarsa) 220 kg/ha (per terreni con dotazione scarsissima) 65 kg/ha (per terreni con dotazione elevata) |
+ 24 kg: se si prevedono produzioni superiori a 31 t/ha. |
Irrigazione
L’irrigazione è fondamentale per garantire il regolare sviluppo della coltura in quanto la lattuga è una coltura che ha discrete esigenze idriche, anche in relazione all’apparato radicale piuttosto superficiale. I sistemi di irrigazione più adatti alla coltura della lattuga sono la microirrigazione questo è il metodo migliore per irrigare la pianta all'inizio del suo ciclo di vita, indispensabile per umidificare il terreno uniformemente, fornendo alla coltura una quantità precisa di acqua e permettere un razionale consumo d’acqua. In serra si consiglia di associare tale metodo alla pacciamatura del terreno. Per le colture in pieno campo è consigliabile anche il sistema ad aspersione con ugelli a bassa portata, anche se crea problemi nella fase di formazione del cespo perché la bagnatura delle foglie può creare un ambiente idoneo allo sviluppo di funghi. Per quanto riguarda l’irrigazione, pur considerando il breve ciclo della coltura, occorre che venga attuata con frequenza elevata e con bassi volumi. Durante la fase di attecchimento sono necessari interventi irrigui a cadenza giornaliera, al fine di evitare l’appassimento delle foglie piuttosto delicate. Per ridurre il rischio di stress termici si consiglia di irrigare alla mattina presto in modo da evitare che la lattuga rimanga bagnata per tutta la notte favorendo l’insorgenza di malattie (Bremia lactucae, Sclerotinia sclerotiorum) e il richiamo di limacce ai bordi inerbiti del campo.
Irrinet/Irriframe
Irrinet/Irriframe è il servizio irrigazione realizzato dal CER, a disposizione di tutte le aziende agricole dell'Emilia Romagna. È un servizio gratuito che fornisce consigli irrigui sul momento di intervento e sui volumi da impiegare per ottenere un prodotto di qualità risparmiando risorse idriche. Si basa sul metodo del Bilancio Idrico che viene calcolato ogni giorno con:
- i dati meteorologici forniti in tempo reale dall'Arpa-Simc (Servizio IdroMeteoClima);
- i dati pedologici forniti dal Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della RER;
- i dati di falda della rete di rilievo del Servizio Sviluppo Sistema Agroalimentare della RER elaborati da Iter.
Gestione del suolo e controllo delle infestanti
Cure colturali
All’interno dei vivai o al momento del trapianto è bene bagnare la torba attorno all’apparato radicale con una soluzione contenente micorrize, idrolizzati vegetali o animali, estratti di alghe con funzione biostimolante. Durante il ciclo colturale, si consiglia di effettuare adeguate lavorazioni meccaniche al terreno (1 o 2 interventi) con apposite attrezzature che alla funzione di eliminare le infestanti associano quella di arieggiare il terreno in caso di formazione di crosta. Eliminare costantemente le erbe spontanee in quanto ospiti di numerosi parassiti. Per il loro contenimento, risulta efficace l’utilizzo della pacciamatura.
Controllo delle infestanti
Non essendo ammesso in biologico l'utilizzo di qualsiasi tipo di prodotto chimico di sintesi e non essendo incluso in Allegato II nessun principio fitosanitario con azione dichiaratamente diserbante, il controllo delle erbe infestanti su lattuga biologica si basa sulla messa in atto delle buone pratiche agronomiche che direttamente o indirettamente esplicano una attività di contenimento delle infestanti e sull’insieme di interventi meccanici e fisici diretti all’eliminazione delle erbe spontanee:
- rotazione agronomica;
- preparazione anticipata del letto di semina (falsa semina);
- trapianto-semina in monofila (in assenza di pacciamatura);
- sovescio;
- anticipo o ritardo nell'epoca di semina;
- pacciamatura;
- pulizia dei fossi e delle capezzagne;
- impiego di sostanza organica matura (ammendati);
- lavorazioni meccaniche;
- pirodiserbo.
Pacciamatura
È una tecnica colturale che ha come finalità principale il controllo/contenimento dello sviluppo delle erbe infestanti, nello stesso tempo, come verrà descritto più avanti può considerarsi una tecnica di gestione del suolo. Consiste nell'effettuare una copertura parziale lungo la fila, di larghezza variabile a seconda della specie e densità d’impianto (fila semplice, fila doppia ecc), o totale, per un determinato periodo, con materiali naturali, biodegradabili o sintetici in grado di impedire lo sviluppo delle infestanti, grazie alle aperture/fori di diversa area praticate, permette alla coltura di emergere e compiere il proprio ciclo produttivo.
Per la coltivazione della lattuga può essere impiegata sia in coltura protetta che in pieno campo, indipendentemente dal materiale utilizzato sia esso biodegradabile o plastico.
I vantaggi derivanti dalla pacciamatura sono:
- forte riduzione delle operazioni di sarchiatura (limitata alle interfile);
- controllo diretto delle infestanti attraverso:
- riduzione/sospensione del processo di fotosintesi clorofilliana da parte delle infestanti nel caso di utilizzo di film scuro (buio);
- incremento della temperatura nell’ambiente circoscritto tra il film e il terreno che può causare la “lessatura” delle foglie e quindi la morte dell’infestante nel caso si utilizzi film trasparente.
- maggiore efficacia dell’irrigazione/fertirrigazione, tramite manichetta posta sotto il materiale pacciamante. In questa maniera eliminando l’irrigazione per aspersione sia in coltura protetta che in pieno campo in periodi di scarse precipitazioni, si evita lo sviluppo delle infestanti nelle interfile;
- impatto sul microclima al disotto del film pacciamante, nelle colture protette precoci la pacciamatura determina il riscaldamento del terreno, il calore immagazzinato viene rilasciato durante la notte, evitando così il congelamento delle radici delle piante.
- maggior pulizia delle piante che non vengono imbrattati da schizzi di terra e acqua nel caso piova o si irrighi soprachioma;
- incremento della temperatura del suolo:
- per effetto serra utilizzando film in polietilene trasparente;
- per assorbimento da parte del film dell’energia dei raggi solari che sottoforma di calore viene ceduta al terreno (conduzione e/o convezione) utilizzando film più o meno scuri.
- riduzione del processo di evaporazione, con conseguente effetto di preservazione delle risorse idriche disponibili per la coltura (risparmio idrico) e riduzione dell’evaporazione di azoto ammoniacale.
- crea un ambiente migliore per lo sviluppo delle colture con minor insorgenza di malattie fungine per la separazione fisica tra terreno e parte aerea della pianta, ed un effetto di respingimento nei confronti di taluni insetti in funzione del colore esterno del film utilizzato.
- favorisce una migliore gestione agronomica della coltura.
Operazioni pre-pacciamatura:
- lavorazione del terreno,
- eliminazione delle infestanti (ad es tecnica della falsa semina),
- concimazione di fondo,
- posizionamento della manichetta per irrigazione/fertirrigazione,
- stesura del materiale pacciamante.
Materiali
Si possono utilizzare film di origine plastica come polietilene, polietilene additivato, o di origine biologica come i derivati della cellulosa, amido di mais o diverse combinazioni tra i due. Nel caso di utilizzo di film plastico a fine ciclo o dopo più cicli è necessario recuperare il materiale con conseguente aggravio dei costi di manodopera e di smaltimento; nel caso di film biodegradabili è possibile evitare la raccolta affidandosi alla capacità di degradazione dei medesimi. La velocità di degradazione varia in funzione del materiale utilizzato (i derivati del mais degradano più velocemente rispetto ai derivati della cellulosa) ed in base alla fertilità del suolo e della sua carica microbica. Un buon materiale deve possedere adeguate caratteristiche meccaniche, rimanere pressoché integro fino al termine del suo utilizzo e successivamente degradarsi velocemente. Per questi motivi, attualmente come materiale biodegradabile e compostabile (bioplastica) viene utilizzato prevalentemente film ottenuto dalla lavorazione dell’amido di mais, che pur essendo più costoso in fase di acquisto risulta avere migliori proprietà di biodegradabilità rispetto i film derivati dalla cellulosa, una buona durata in funzione dei cicli produttivi (si agisce sullo spessore del film, più è spesso e maggiore è la sua durata in campo) e buone caratteristiche fisico meccaniche.
In generale a seconda del grado di trasparenza del film plastico si evidenziano i seguenti effetti:
- film trasparente: ha un’elevata trasmissibilità e dà ottimi risultati dall’autunno alla primavera, in estate però favorisce l’aumento della temperatura;
- film scuro: scalda meno il suolo, non provoca bruciature estive ed evita lo sviluppo delle malerbe.
Ritornando ai film biodegradabili costituiti da derivati della cellulosa possiamo aggiungere che questi materiali possono essere la soluzione ideale nel caso di colture a ciclo breve come lo sono appunto le lattughe o colture che necessitano di un tempo limitato di protezione dalle infestanti in quanto una volta sviluppate risentono in maniera minore della competizione di quest’ultime oppure perché in breve tempo si sviluppano talmente da non lasciare spazio per lo sviluppo delle infestanti.
Questi film possono essere un’alternativa interessante per colture ad alto reddito, per produzioni biologiche non su larga scala e quindi più remunerative, alle quali si vogliono garantire determinate condizioni e dalle quali si vogliono ottenere elevati standard di qualità.
Gestione dei parassiti e delle malattie delle piante
Misure preventive
In coltivazione biologica il ricorso alle sostanze attive avviene solo nei casi in cui le misure preventive non consentano di proteggere adeguatamente la coltura da parassiti e malattie. Il piano di rotazione, di gestione del terreno e l’infrastrutturazione ecologica dell’azienda e degli appezzamenti coltivati deve tenere conto anche della necessità di evitare pressione eccessiva dei parassiti e dei patogeni.
La difesa diretta dalle patologie fungine, in agricoltura biologica, prevede l’impiego di prodotti che esercitano un’azione di copertura, impedendo l’insediarsi del patogeno al momento del suo arrivo sulla superfice fogliare, per esplicare il loro effetto devono quindi essere presenti sulla pianta prima che si verifichino le condizioni predisponenti la malattia.
Le sostanze attive, le sostanze di base ed i corroboranti con funzione di induttori di resistenza o di colonizzatori dell’ambiente (microorganismi) devono essere utilizzati con congruo anticipo per permettere alle piante di attivare le loro difese immunitarie o per permettere ai microorganismi di colonizzare la superfice dei vegetali.
La difesa diretta dai parassiti animali quali insetti ed acari prevede l’impiego di formulati commerciali che non sono dotati di lunga persistenza né di proprietà sistemiche (penetrazione nel sistema linfatico della pianta), per sfruttarne al meglio l’efficacia è quindi necessario che i prodotti di contatto colpiscano il bersaglio, mentre i prodotti che agiscono per ingestione devono essere distribuiti alla prima comparsa delle forme giovanili dell’insetto.
Le modalità di impiego dei prodotti fitosanitari
É ammesso l'uso delle sole sostanze attive autorizzate in agricoltura biologica ed elencate in Allegato I Reg. UE 1165/21, purché nel rispetto delle condizioni di uso specificate nell'allegato del Reg. (UE) n. 540/2011 (Reg. UE 1107/09). Per l’indicazione in relazione alla tipologia di avversità si rimanda alla scheda per la difesa fitosanitaria.
Uso del rame in agricoltura biologica
Sono ammessi composti del rame sotto forma di idrossido di rame, ossicloruro di rame, ossido di rame, poltiglia bordolese e solfato di rame tribasico.
La recente revisione europea del rame (Reg. UE 1981/18) ha modificato i massimali ammessi secondo quanto segue: sono autorizzati esclusivamente gli impieghi che comportano un'applicazione totale non superiore a 28 kg di rame per ettaro nell'arco di 7 anni.
La modalità di distribuzione dei prodotti fitosanitari
Il controllo e la regolazione delle irroratrici devono essere eseguiti presso i Centri autorizzati dalla Regione ai sensi della Deliberazione della Giunta Regionale n.1862/2016.
Le aziende agricole in produzione biologica che applicano la Misura 11 del PSR 2014-20 e la Misura 214 – Azione 2 del PSR 2007-13, devono sottoporre le attrezzature aziendali per la distribuzione dei fitofarmaci, al controllo funzionale ed alla regolazione strumentale volontaria (“regolazione strumentale”), come definito dalla Delibera della Giunta Regionale n.1862/2016.
Per le aziende che aderiscono allo SRA29 a partire dal 1/1/2023 l’obbligo della regolazione delle irroratrici non è più in vigore; nonostante questa indicazione la regolazione delle irroratrici è fortemente consigliata. L’obbligo della regolazione permane per le aziende aderenti alla SRA19 – Azione 1.
Nota: sulla base di disposizioni assunte a livello regionale, si segnala che il collaudo dell’irroratrice dopo scadenza dell’attestato di conformità può essere rimandato a condizione che le previste operazioni di controllo funzionale e regolazione strumentale risultino attuate prima di qualsiasi trattamento eseguito successivamente alla scadenza dell’attestato stesso.
Ne deriva che nessun trattamento fitosanitario può essere eseguito con attestato di conformità scaduto.
Centri autorizzati dalla Regione ai sensi della Delibera della Giunta Regionale n.1862/2016.
Avversità e difesa fitosanitaria
Si rimanda alla sezione SCHEDA PER LA DIFESA FITOSANITARIA DELLA LATTUGA.
Raccolta
Epoca
Si consiglia di effettuare la raccolta quando le piante hanno raggiunto il giusto grado di sviluppo (peso) ed un aspetto commerciale accettabile in relazione alla varietà di riferimento. L’allungamento dell’asse vegetativo (precoce fioritura) imputabile frequentemente ad un eccesso termico determina deprezza il prodotto. Anche nel caso delle lattughe a cespo chiuso (tipologia iceberg) la nervatura centrale delle foglie si rompe per effetto di eccessivo turgore o “maturità”.
Modalità
La raccolta è effettuata manualmente e viene conferito in cassette ad uno strato alle strutture di lavorazione e commercializzazione. La toelettatura che consiste nell’eliminazione delle foglie esterne più vecchie o danneggiate viene effettuata direttamente in azienda. Solo raramente la raccolta è effettuata in cassette a due strati per essere successivamente cernita preso i magazzini di lavorazione. Il prodotto viene commercializzato tal quale. E’ consigliabile che il tempo intercorso tra la raccolta e il conferimento al magazzino non superi le sei ore al fine di evitare accentuate perdite qualitative e la riduzione della “shelf-life”.
Scheda per la difesa fitosanitaria
Misure preventive
- accertare la presenza secondo appositi monitoraggi;
- effettuare apposite rotazioni che sfavoriscano il fitofago;
- utilizzo di nematodi antagonisti.
Antagonisti naturali
Heterorabditis bacteriophora
Note
La distribuzione dei nematodi va effettuata almeno un mese prima del trapianto e se necessario provvedere ad un’irrigazione.
Misure preventive
a. proteggere gli antagonisti naturali mantenendo siepi arbustive.
Monitoraggio e modelli
Monitoraggio della presenza di mine e delle punture di suzione degli adulti.
Antagonisti naturali
Diglyphus isaea
Principi fitosanitari e sostanze di base
Azadiractina
Note
Intervenire alla presenza delle prime mine/punture di suzione.
Misure preventive
- seminare fasce di erba medica ai bordi del campo per attirare il fitofago;
- la dannosità del miride si manifesta nei periodi che vanno da metà luglio fino a metà settembre.
Corroboranti
Caolino
Zeolite
Note
Mantenere fresca la fascia di erba medica, per renderla particolarmente appetibile al miride. Non esistono principi attivi registrati, ma alcuni utilizzati su altri target hanno un’efficacia.
Misure preventive
- presenza accertata negli anni precedenti;
- effettuare ampie rotazioni;
- evitare ristagni idrici;
- usare sovesci con effetto biocida;
- in caso di presenza accertata effettuare una solarizzazione.
Monitoraggio e modelli
Effettuare il monitoraggio sugli apparati radicali della coltura, in particolare nei terreni più a rischio (sabbiosi).
Principi fitosanitari e sostanze di base
Estratto d’aglio
Paecilomyces lilacinus
Corroboranti
Tannino di castagno
Note
Impiegare in pre- trapianto e ripetere successivamente.
Misure preventive
a. è importante effettuare il monitoraggio per rilevare tempestivamente la presenza del fitofago.
Monitoraggio e modelli
Effettuare il monitoraggio settimanale della coltura.
Antagonisti naturali
Helicoverpa armigera nucleopolyhedrovirus (solo contro H. armigera)
Spodoptera littoralis nucleopolyedrovirus (solo contro S. littoralis)
Principi fitosanitari e sostanze di base
Azadiractina
Bacillus thuringensis sub.spp.aizawai e kurstaki
Piretrine
Spinosad
Spodoptera littoralis Nucleopoliendrovirus (SpliNPV)
Virus NPV nottua gialla
Note
Intervenire sui primi stadi di sviluppo delle larve, quando queste sono più vulnerabili.
Misure preventive
- lancio di antagonisti naturali;
- l’irrigazione per aspersione sfavorisce la presenza del tripide;
- il tripide è un pericoloso vettore di virosi;
- aggressività accentuata nel periodo estivo.
Monitoraggio e modelli
Monitorare la presenza con trappole cromotropiche azzurre e sopralluoghi in campo.
Antagonisti naturali
Orius spp.
Amblyseius spp.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Spinosad
Azadiractina
Sali potassici degli acidi grassi
Lecanicillium muscarium (solo serra)
Note
Lanciare precocemente gli antagonisti naturali. Orius necessita della presenza di fiori per insediarsi. I formulati base di Beauveria bassiana registrati su target afide hanno effetto anche su tripidi.
Misure preventive
- limitare le concimazioni azotate;
- proteggere gli antagonisti naturali;
- creare aree di ripopolamento per insetti utili (miscugli fioriti e/o siepi);
- lancio di predatori naturali;
- in caso di coltivazione in serra effettuare ampie rotazioni;
- le infestazioni si concentrano maggiormente nei periodi primaverili ed invernali.
Monitoraggio e modelli
Nei periodi più a rischio effettuare frequenti monitoraggi della coltura.
Antagonisti naturali
Chrysoperla carnea
Aphidius spp.
Aphidoletes spp.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Sali potassici degli acidi grassi
Maltodestrine
Azadiractina
Piretrine
Beauveria bassiana
Corroboranti
Lecitina di soia
Note
Limitare gli interventi con principi attivi e corroboranti nei primi stadi di sviluppo delle colonie di afide, quando la presenza di antagonisti naturali è ancora bassa.
Misure preventive
- monitorare le fasce inerbite limitrofe agli appezzamenti.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Fosfato ferrico
Note
Concentrare le esche ai bordi del campo sin dalle primissime fasi colturali.
Misure preventive
a. è importante effettuare il monitoraggio per rilevare tempestivamente la presenza del fitofago.
Monitoraggio e modelli
Effettuare il monitoraggio settimanale della coltura.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Azadiractina
Bacillus thuringensis sub.spp. kurstaki
Note
Intervenire sui primi stadi di sviluppo delle larve, quando queste sono più vulnerabili.
Misure preventive
- impiegare materiale di propagazione sano;
- scegliere varietà meno suscettibili;
- effettuare ampie rotazioni (almeno 4 anni);
- effettuare concimazioni equilibrate;
- eliminare la vegetazione infetta e non interrarla;
- attenzione a non irrigare per aspersione con acque superficiali, provenienti da canali o bacini di raccolta i cui fondali non vengono puliti periodicamente da residui organici;
- in caso di grandinate intervenire con prodotti rameici e/o propoli;
- in caso di grandinate intervenire con prodotti rameici e/o propoli.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Prodotti rameici
Chitosano
Corroboranti
Aceto
Bicarbonato di sodio
Estratto glicolico a base di flavonoidi
Estratto di castagno a base di tannino
Gel di silice
Lecitina
Olio vegetale alimentare
Polvere di pietra o roccia
Propolis
Sapone molle e/o di marsiglia
Note
Utilizzare il chitosano in prevenzione, mentre il rame e propoli sono da impiegarsi al realizzarsi delle condizioni favorevoli.
Misure preventive
- impiegare varietà resistenti;
- effettuare ampie rotazioni.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Trichoderma harzianum Ceppo T 22
Pythium oligandrum Ceppo M1
Tricoderma asperellum Ceppo T34
Corroboranti
Aceto
Bicarbonato di sodio
Estratto glicolico a base di flavonoidi
Estratto di castagno a base di tannino
Gel di silice
Lecitina
Olio vegetale alimentare
Polvere di pietra o roccia
Propolis
Sapone molle e/o di marsiglia
Note
Utilizzare i microrganismi in tempo utile per consentirne l’insediamento.
Misure preventive
- scegliere varietà meno suscettibili;
- irrigare preferibilmente al mattino, per favorire l’asciugatura della vegetazione;
- effettuare concimazioni azotate equilibrate;
- adottare sesti d’impianto non troppo fitti;
- in caso di coltura protetta arieggiare le serre;
- in caso di ristoppio asportare i residui colturali della coltura precedente;
- la sistemazione del terreno con baule favorisce lo sgrondo delle acque in eccesso;
- effettuare ampie rotazioni.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Pythium oligandrum Ceppo M1
Bacillus amyloliquefaciens subsp. plantarum D747 (ammesso solo in serra)
Trichoderma asperellum Ceppo Icc 012 +
Trichoderma gamsii Ceppo Icc 080
Trichoderma asperellum Ceppo T 25 +
Trichoderma atroviride Ceppo T 11
Bacillus subtilis Ceppo QST 713
Coniothyrium minitans
Streptomyces ceppo K61 (impiegabile solo in serra)
Trichoderma harzianum Ceppo T 22
Corroboranti
Aceto
Bicarbonato di sodio
Estratto glicolico a base di flavonoidi
Estratto di castagno a base di tannino
Gel di silice
Lecitina
Olio vegetale alimentare
Polvere di pietra o roccia
Propolis
Sapone molle e/o di marsiglia
Note
Intervenire in previsione di condizioni favorevoli alla malattia (elevata umidità relativa) e in via preventiva in terreni in cui è storicamente presente la malattia.
Misure preventive
- evitare i ristagni idrici;
- preparare con cura il terreno;
- in caso di coltura protetta arieggiare le serre;
- nei terreni a rischio coltivare su baule;
- effettuare ampie rotazioni;
- impiegare materiale di propagazione sano;
- fare ricorso alla solarizzazione in caso di terreni infetti.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Trichoderma harzianum Ceppo T22
Trichoderma asperellum Ceppo Icc 012 +
Trichoderma gamsii Ceppo Icc 080
Streptomyces K 61
Tricoderma asperellum Ceppo T34
Chitosano
Corroboranti
Aceto
Bicarbonato di sodio
Estratto glicolico a base di flavonoidi
Estratto di castagno a base di tannino
Gel di silice
Lecitina
Olio vegetale alimentare
Polvere di pietra o roccia
Propolis
Sapone molle e/o di marsiglia
Note
Utilizzare i microrganismi in tempo utile per consentirne l’insediamento.
Misure preventive
- per il trapianto è importante usare materiale di propagazione sano;
- per tutte le virosi trasmesse da insetti è importante la gestione della difesa dai vettori;
Misure preventive
- scegliere varietà resistenti;
- effettuare concimazioni azotate equilibrate;
- evitare i ristagni idrici;
- la sistemazione del terreno con baule favorisce lo sgrondo delle acque in eccesso;
- irrigare preferibilmente al mattino, per favorire l’asciugatura della vegetazione;
- adottare sesti d’impianto non troppo fitti;
- in caso di coltura protetta arieggiare le serre;
- in caso di ristoppio asportare i residui colturali della coltura precedente.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Prodotti rameici
Bacillus amyloliquefaciens subsp. plantarum D747
Bacillus subtilis
Laminarina
Chitosano
Olio essenziale di arancio dolce
Cerevisane
Equiseto
COS-OGA
Corroboranti
Aceto
Bicarbonato di sodio
Estratto glicolico a base di flavonoidi
Estratto di castagno a base di tannino
Gel di silice
Lecitina
Olio vegetale alimentare
Polvere di pietra o roccia
Propolis
Sapone molle e/o di marsiglia
Note
Intervenire in previsione di condizioni favorevoli alla comparsa del patogeno;
Attenzione ai formulati rameici che imbrattano molto il prodotto.
Misure preventive
- effettuare concimazioni azotate equilibrate;
- la sistemazione del terreno con baule favorisce lo sgrondo delle acque in eccesso;
- effettuare ampie rotazioni.
Principi fitosanitari e sostanze di base
Pseudomonas sp. Ceppo DSMZ 13134
Bacillus subtilis Ceppo QST 713
Bacillus amyloliquefaciens subsp. plantarum D747 (ammesso solo in serra)
Trichoderma harzianum Ceppo T 22
Trichoderma asperellum Ceppo Icc 012 +
Trichoderma gamsii Ceppo Icc 080
Streptomyces ceppo K61 (impiegabile solo in serra)
Corroboranti
Aceto
Bicarbonato di sodio
Estratto glicolico a base di flavonoidi
Estratto di castagno a base di tannino
Gel di silice
Lecitina
Olio vegetale alimentare
Polvere di pietra o roccia
Propolis
Sapone molle e/o di marsiglia
Note
Utilizzare i microrganismi in tempo utile per consentirne l’insediamento.